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La concorrenza internazionale - 2004/03/29 01:02 I confini della sfida

Da una parte l'Europa si allarga e accoglie nel suo mercato interno paesi emergenti che hanno tutta l'intenzione di erodere quote di mercato alle più tradizionali economie occidentali, dall'altra alcuni paesi extra-europei come la Cina, l'India, il Brasile e altri meno noti, ma non meno aggressivi, esercitano da anni tutto il loro potenziale di concorrenza.

E' un problema solo per l'industria o riguarda anche il Terziario? Esistono ancora e quali sono oggi i confini entro i quali la concorrenza straniera non ha forza sufficiente? Esiste un rischio di forte concorrenza?

Per rispondere a questa domanda abbiamo proposto alla vostra esperienza un ulteriore tema di discussione:

Nelle tue aree di competenza, puoi considerarti al riparo dalla concorrenza straniera o quali azioni auspichi debbano essere intraprese per essere competitivi con l'estero?
Il team di moderazione terziario.org (MOD 2)
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Re:La concorrenza internazionale - 2004/03/29 01:10 Purtroppo e/o per fortuna la concorrenza straniera nel nostro settore è molto forte ed agguerrita.
La nostra salvezza sta nel valutare correttamente il momento del pagamento (onde evitare differenza cambio pesanti) e legare i nostri listini alla valuta $

Per quanto riguarda noi sarebbe sufficiente che lo Stato alleggerisse le incombenze di carattere amministrativo e/o burocratico per liberare delle risorse che potrebbero essere impiegate in analisi e valutazioni più tempestive e quindi più utili ai colleghi del settore commerciale.
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Re:La concorrenza internazionale - 2004/03/29 01:20 Relativamente all'addestramento tecnologico lavoro in una multinazionale che, per operare, ha necessità di una propria organizzazione locale e di specialisti della formazione di alto livello.

Dall'esperienza aziendale diretta e da conoscenze acqusite nel mio lavoro posso affermare che è in atto un'esportazione di lavoro di vario genere e natura.

Il più eclatante è la concentrazione di "centri di calcolo" al di fuori delle aziende e del suolo nazionale (nazioni priviligiate sono Olanda e Irlanda).
Ciò significa essenzialmente:
- spostamento del centro decisionale
- spostamento di valori economici correlati (acquisto tecnologie e servizi connessi),
- spostamento delle competenze e conseguente impoverimento della struttura presente a livello nazionale.

Altro esempio la concentrazione dei call center di supporto.
Tali scelte sono frutto di strategie aziendali di multinazionali che ovviamente sono alla ricerca del massimo risultato in termini di efficacia e di efficienza.


La risposta a questa tendenza è legata essenzialmente ad una migliore specializzazione dei servizi, al mantenimento di un'identità culturale che ci è propria senza volere imitare in modo acritico modelli "esterni".
L'inversione di tendenza relativa alla gestione dei call center (da esterni a interni all'azienda) è un primo segnale della reazione delle aziende all'insoddisfazione dei clienti che non ottengono risposte adeguate ai loro problemi.
Se si conferma tale tendenza si potrebbe ritornare ad un rapporto più diretto, de visu, per superare la diffidenza che si sta generando da parte degli "utenti".
In questa fascia è possibile recuperare "lavoro" e mercato.
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Re:La concorrenza internazionale - 2004/04/01 22:35 Come Azienda io rappresento la concorrenza straniera ed allo stesso tempo risento della concorrenza straniera. Le attività della Casa Madre sono già orientate a programmi sul futuro atti a porci al riparo da una concorrenza sempre più aggressiva.

Il tema proposto è quello dell'innovazione tecnologica come complemento e traino al prodotto tradizionale, con una prospettiva di inversione dei ruoli. Capacità di essere costantemente propositivi nell'attività anche giornaliera creandosi la base di credibilità, come filiale, che normalmente non viene regalata ma deve essere conquistata, anche contro gli stereotipi che accompagnano il nome Italia.

Come professionista la mia area di competenza è assolutamente esposta alla concorrenza sia diretta, persone provenienti dall'estero che si trasferiscono in Italia, sia indiretta. La concorrenza indiretta può provenire da un trasferimento all'estero, in outsourcing, dell'attività svolta sul territorio italiano, o tramite l'attivazione dell'equivalente di un telelavoro interno al Gruppo e svolto da un paese estero.
Solo un diverso valore della mia professionalità può essere un valido supporto nel mantenere la mia attività.

Formazione continua, innovazione professionale costante, allargamento delle aree di competenza e capacità reale di interazione con tutti i settori aziendali. In altre parole una figura professionale che dia un valore aggiunto in costante evoluzione e difficile da riscontrare nelle alternative estere sopra esposte.
Valorizzare l'aspetto di gestione, conoscenza e utilizzo in positivo della cultura locale, con tutte le sfumature e le realtà tipiche del nostro paese.
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Re:La concorrenza internazionale - 2004/04/21 11:07 Chi è al riparo dalla concorrenza straniera? Alcuni mercati sono stati distrutti dall'invasione di prodotti asiatici (es. elettronica di consumo), altri lo potranno essere in futuro. Quanto può continuare a proteggere il marchio 'Made in Italy'?
Occorre tornare ad investire con coraggio e fiducia, lo Stato in infrastutture e le aziende in ricerca. Occorre studiare nuovi prodotti e anche nuovi servizi. Occorre tornare dai nostri Clienti per capirne i bisogni.
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Re:La concorrenza internazionale - 2004/04/30 10:09 Per l'attività che la mia azienda svolge siamo ancora allocati al territorio (ci occupiamo di informazioni economiche/commerciali per la solvibilità dell'impresa e del recupero dei crediti ); pertanto la nostra attività coniuga l'informatizzazione e la elaborazione dei dati delle imprese a cui aggiunge l'expertise costruita negli anni in modelli di comparazione e valutazione integrati da notizie sul territorio sull'andamento del mercato, del settore e dell'impresa.

Ovviamente con l'allargamento dell'europa si stanno creando poli allargati di partnership per integrare ed armonizzare le attività comuni.
uno di questi processi è la costruzione di modelli dati condivisi ed interscambiabili.
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