Forum Terziario  


<< Inizio < Prec. 1 2 Pross. > Fine >>
Re:Dalla quantità alla qualità - 2004/05/28 15:08 Caro Rullani,
credo sempre di più alla necessità inderogabile di diffondere cultura, a tutti i livelli, ma nel nostro specifico direi cultura di prodotto, se vogliamo che la qualità venga apprezzata e rivenduta.
Il caso pratico che mi riguarda è quello degli occhiali di titanio prodotti in Giappone dalla Charmant.
Niente di nuovo si potrà dire, ma non è così.
Se provate ad affacciarvi a questo mercato troverete una miriade di offerte che disorientano e allontanano il consumatore spaventato e timoroso di sbagliare.
La chiave di volta per il successo è stata la messa in pratica di un corso di tecniche di vendita degli occhiali in Titanio, trasformando le caratteristiche tecniche intrinseche nella natura del materile in argomenti di vendita, cioè: vantaggi per il consumatore finale.
Ovviamente sono stati forniti tutti gli strumenti tecnici agli operatori ottici per riconoscere il livello qualitativo di quanto andavano ad acquistare per poi rivenderlo.
Il tutto senza enfatizzare l'azienda che propone questo seminario, ma ottenedo lo scopo di creare un rapporto di grande fiducia e stima verso un'azienda che ha investito in modo corretto e quasi "disinteressato"
Risultato: un costante aumento delle vendite in assoluta controtendenza
con l'andamento generale del settore.
Non solo, ma la richiesta di partecipare a questi incontri ormai non parte più come offerta dalla Charmant, ma sono gli operatori stessi che ne richiedono la realizzazione con la possibilità di parteciparvi, perche ha funzionato la referenza attiva o se volete l'antico "passaparola".
Ho un altro esempio di successo di un prodotto di qualità, ma per non dilungarmi lo lasciamo per un altro momento
  | | L´administrator ha disattivato l´accesso pubblico in scrittura.
Re:Dalla quantità alla qualità - 2004/05/31 09:59 Si consuma meno, e si cerca, anche per questo, di consumare meglio:

E' un grande progresso, a cui purtroppo non corrisponde una strategia macroeconomica. Paradossalmente, l'Italia è un Paese poco attrattivo, in parole povere dove si vive e si lavora male. Vedi la quasi assenza di insediamenti produttivi stranieri in Italia, l'arretramento del Paese nella classifica dei paesi a più alto afflusso turistico (una volta, mi sembra, eravamo secondi, oggi quarti o quinti), per non dire di altre classifiche mortificanti. Non è un problema di terziario avanzato, ma di terziario tout court (compresa la P.A.) come leva misconosciuta dello sviluppo.
  | | L´administrator ha disattivato l´accesso pubblico in scrittura.
Re:Dalla quantità alla qualità - 2004/05/31 10:01 Per le imprese presumo sia sempre più difficile perchè l'utente finale vuole spesso e volentieri la migliore qualità al prezzo più competitivo, in caso contrario malgrado ciò che si dice l'utente si orienta verso il prezzo più competitivo raccontandosi che ormai qualitativamente (salvo per il caso delle griffe dove tutti sono ben contenti di pagare il marchio) i prodotti si assomigliano tutti, anzi quelli fatti in oriente forse sono meglio.
  | | L´administrator ha disattivato l´accesso pubblico in scrittura.
<< Inizio < Prec. 1 2 Pross. > Fine >>


(C) 2004-2009 CFMT, Milano - C.F. 97135600159
Privacy policy: le regole del sito
Sondaggio
Il 2009 e la crisi:
 
Cronaca e finanza
Ultimi commenti
Grazie per la segnalazione!

sn stata 2 mesi a malta,sn rientrata da poco e già...

mi hanno proposto una gradita offerta di lavoro pe...

ho fatto ieri il colloquio per lavorare al lidl di...

Salve,vorrei sapere quali requisiti bisogna avere,...