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L'Europa si allarga e accoglie nel suo mercato paesi che hanno tutta l'intenzione di erodere quote di mercato alle più tradizionali economie occidentali, mentre alcuni paesi extraeuropei come la Cina, l'India, il Brasile e altri meno noti, ma non meno aggressivi, esercitano da anni tutto il loro potenziale di concorrenza.
La concorrenza estera è solo un problema per l'industria o riguarda anche il Terziario? Esistono ancora e quali sono oggi i confini entro i quali la concorrenza straniera non ha forza sufficiente? Esiste un rischio di forte concorrenza? Secondo lo studio previsionale "Terziario che innova" realizzato su incarico del CFMT per il triennio 2003-2005 il nostro sistema economico aumenterà la dipendenza da tendenze globali che si producono altrove. A fronte della crescente internazionalizzazione del mercato crescerà anche la concorrenza internazionale con la quale le imprese italiane dovranno confrontarsi. La nostra economia vivrà questa internazionalizzazione in modo disomogeneo, "con settori che rimarranno sostanzialmente protetti" e si vedrà ancora una volta un'Italia a due facce: da una parte alcuni comparti saranno fortemente legati all'affermazione di modelli locali e comparti orientati a modelli di concentrazione internazionale. In uno scenario così complesso e sfaccettato, quale il peso della concorrenza internazionale nei singoli comparti del terziario e per il terziario nel suo complesso? - Quali sono le maggiori sfide che la concorrenza internazionale pone al terziario italiano?
- Quali sono le forme nelle quali si sviluppa la concorrenza delle imprese estere?
- Quali i punti di forza del terziario italiano per opporsi e vincere la sfida della concorrenza internazionale?
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