Giù il sipario sulla Conferenza Italiana per il turismo PDF Stampa E-mail
giovedì 12 ottobre 2006

Si è chiusa a Montesilvano (Pescara) la terza Conferenza italiana per il turismo. Nel corso della Conferenza è stata presentata la quindicesima edizione del “Rapporto sul Turismo Italiano", realizzato da Mercury srl, che ha confermato l’ulteriore crescita delle presenze turistiche (+2,7%), le buone indicazioni per i settori di benessere, natura e montagna estiva e qualche difficoltà per turismo balneare e montano invernale.

Un documento che mostra l’andamento dell’Italia nel 2005 e le prime valutazioni sul 2006, attraverso dati ufficiali e stime in grado di rilevare il quadro a livello nazionale e regionale dei movimenti nelle strutture ricettive e nelle seconde case, oltre a temi specifici quali tassa di scopo, concentrazione delle vacanze e ruolo del calendario scolastico e produttivo, “city tax" e diritti di accesso, adeguamento dell’Iva ad altri paesi europei concorrenti, ruolo dei nuovi organismi istituzionali, rapporto fra beni culturali e turismo, competitività dell’Italia, rapporti fra Stato e Regioni, distretti turistici, progetti interregionali e servizi per soggetti con “bisogni speciali".

All’interno del volume, anche uno studio dell’immagine dell’Italia vista dall’estero commissionata dalla Direzione Generale per il Turismo (Dgt) del Ministero delle Attività Produttive e realizzata da Doxa in associazione temporanea imprese con Mercury eTouring. Tra i più rilevanti dati che emergono dal rapporto 2006/2007, l’aumento di presenze turistiche anche nel 2006 con un valore tendenziale che non si discosta dal +2,7% registrato nel 2005. Una crescita che ha portato nell’ultimo anno a superare i 355 milioni di notti trascorse nelle strutture ricettive italiane dai turisti. Un valore che tuttavia non abbraccia tutto il fenomeno, rimanendo inferiore ad una realtà che comprende anche le presenze nelle seconde case che, nel complessivo, portano il numero totale di notti trascorse dai visitatori nel nostri Paese a circa 1,1 miliardi di notti. Gli ospiti stranieri, nel 2005, hanno aumentato il loro interesse per l’Italia, facendo segnare un aumento del 5% nelle presenze. Inferiore, seppur ancora positivo, il dato relativo al flusso di visitatori italiani, che ha registrato un +1,1%. Bene anche il turismo nelle città d’arte e di cultura, aumentato di circa il 4%. Complessivamente il comparto turistico italiano conserva la sua fondamentale importanza nel contesto dell’economia del paese. Una valutazione, questa, provata dall’attivazione da parte del turismo del 10,5% dei consumi interni e dal 5% del valore aggiunto generato. Dati che sono 2,5 volte superiori rispetto al comparto “agricolo alimentare" e quasi quattro volte in più rispetto alla ricchezza generata da “tessili, abbigliamento, pelli e calzature".

Complessivamente, dal rapporto Mercury emerge un sistema italiano più forte di quanto questo appaia dai dati diffusi a livello internazionale. A prescindere dalle risorse e dai servizi per i quali è in atto un processo di miglioramento della qualità ancora da completare, i valori reali del flusso internazionale pongono l’Italia allo stesso livello della Francia, considerata senza pieno diritto la “regina" del turismo internazionale. In concomitanza con la Conferenza nazionale del turismo è stato presentato a Montesilvano il quarto Rapporto nazionale sul turismo natura che mostra una forte crescita del settore: in Italia le presenze nei parchi naturali e nelle aree protette, nel 2005, sono cresciute di circa 800 mila unità facendo registrare oltre 76 milioni di presenze per un fatturato complessivo di 8,14 miliardi di euro in aumento rispetto all’anno precedente del 12,7%. “E’ la dimostrazione -ha detto Enzo Giammarino, presidente della Società In Fiera srl, coordinatrice del Rapporto, redatto dall’Osservatorio Permanente costituito in ambito Ecotur- che la richiesta oggi predominante è quella di un turismo fuori dagli schemi, orientato verso paesi e zone rurali lontane dalle grandi direttrici del traffico internazionale". Per quanto concerne la distribuzione dei ‘turisti natura’ nelle strutture ricettive, gli alberghi e le pensioni rappresentano ancora la soluzione preferita (30,1%), anche se il valore continua a calare (48,2% nel 2002, 42,3% nel 2003, 34,1% nel 2004). Seguono ad una certa distanza appartamenti/case private (21,6%), gli agriturismi (14,7%) i B&B (11,5%), le foresterie, i rifugi, i bivacchi, gli ostelli, i centri didattici, ecc. fanno registrare, tutti insieme, il 10,8, in aumento di quasi un punto rispetto al valore fatto registrare nel 2004, i campeggi (5,7%) e i camper (5,6%), in aumento di quasi un punto percentuale. Relativamente alle attività svolte, l’escursionismo presenta l’indice di gradimento più alto (35,9%), in diminuzione però rispetto al valore (42,5%) fatto registrare nel 2004. Seguono le attività sportive (29,4%), con il trekking in cima alla lista delle preferenze, seguito dal mountain bike, il birdwatching, lo sci, l’equitazione e il climbing. Tra le motivazioni che spingono i turisti a scegliere una vacanza a contatto con la natura, dopo l’escursionismo e la pratica di attività sportive, c’è il relax (11,7%), la riscoperta delle antiche tradizioni (8,9%), l’enogastronomia (8,8%) e, infine, con il 5,3% la storia, la cultura, i musei naturalistici, ecc. Quanto alle fasce di età, il turista eco-ambientale appartiene alla classe di età ‘fino a 30 anni’ per il 42,8%, alla classe di età ‘30-60 anni’ per il 40,2% e alla classe di età ‘over 60 anni’ per il 17%.




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