Finanziaria: i balneari dicono no alla battigia libera PDF Stampa E-mail
lunedì 20 novembre 2006

Battigia per tutti o regole condivise? Su problema e sulla proposta di Angelo Monelli, capogruppo dei Verdi, stanno dibattendo gli addetti ai lavori.

In una nota congiunta, Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti e Oasi-Confartigianato hanno sottolineato che “se l’obiettivo della proposta dell’onorevole, Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi, è quello di garantire la possibilità ai cittadini di raggiungere le spiagge libere o la fascia di battigia destinata al libero transito così da assicurarne la piena fruibilità, ne condividiamo pienamente i contenuti". “Insomma -prosegue la nota-  nulla di nuovo: già adesso, infatti, se le spiagge libere non sono raggiungibili direttamente o utilizzando accessi sufficientemente vicini, il transito gratuito attraverso gli stabilimenti balneari è totalmente assicurato e la stessa cosa è garantita per raggiungere la battigia destinata al libero transito. Un sistema entrato, ormai, a regime su tutte le coste italiane grazie ai Piani di Utilizzo degli Arenili regionali e/o comunali ed alle stesse ordinanze che disciplinano con puntualità le attività balneari gestite sul demanio marittimo in regime di concessione. Se l’obiettivo è, invece,  quello di trasformare l’area di transito della battigia in una spiaggia libera a tutti gli effetti, non possiamo che opporci con tutte le forze ad un disegno che appare sicuramente destabilizzante per le imprese. Non riusciamo ad immaginarci la spiaggia di uno stabilimento balneare il cui sbocco a mare, appunto la battigia, può essere utilizzato per sistemare ombrelloni, sdraio, asciugamani e magari fare un pic-nic. Sarebbe la morte del turismo balneare e verrebbero stravolte tutte le norme che, da anni, caratterizzano la tipologia delle nostre spiagge determinando peculiarità, immagine e crescita, creando, poi, nei nostri clienti, turisti o residenti, disorientamento, confusione e insoddisfazione di fronte ad una realtà che è l’esatto opposto delle ragioni per cui hanno scelto di frequentare uno stabilimento balneare per trascorrere il loro tempo libero al mare".

“Una battigia così occupata -si legge nella nota- renderebbe, inoltre, molto più difficile il compito di sorveglianza in mare dei nostri bagnini. L’opportunità di garantire a tutti l’uso delle spiagge senza dover necessariamente spendere, (tanto o poco che sia), lo si risolve, invece, cercando di rendere veramente fruibili le spiagge libere. Sul territorio abbiamo ampiamente testato le varie opzioni: o spiagge completamente libere, ma in qualche maniera “controllata" almeno per quanto riguarda i servizi indispensabili, (pulizia e sicurezza), o spiagge libere attrezzate gestite dai Comuni, sulle quali, vengono forniti gratuitamente i servizi essenziali, (spogliatoio, assistenza in mare, servizi igienici, pulizia), e prezzi ridotti, fissati dai Comuni stessi, per gli altri servizi (ombrelloni, sdraio, lettini, ecc.)". “Abbiamo sperimentato in diverse località forme di collaborazione con i Comuni nelle quali sono le stesse Associazioni imprenditoriali che si fanno carico della gestione di questa tipologia di spiaggia garantendo la piena soddisfazione dell’utenza e dei Comuni. Sono temi - lo ribadiamo - dei quali le Regioni ed i Comuni si sono da tempo fatti carico e che, nella maggioranza dei casi, hanno risolto o si apprestano a risolvere con, in più, la piena conoscenza del territorio, delle realtà e del fabbisogno delle singole località balneari".

“Un modo giusto, insomma -conclude la nota- di dare risposte serie a problemi reali lasciando da parte proposte demagogiche che possono solo creare confusione compromettendo e danneggiando in maniera irreversibile il turismo balneare. E’ necessario, poi, modificare la norma proposta che prevede la revoca della concessione laddove venissero riscontrati degli abusi edilizi, bisogna, invece, assicurare una simbiosi con la tutela dell’ecosistema marino, garantendo la gradualità degli interventi volti a correggere eventuali lavori realizzati all’interno dell’impresa balneare in mancanza di adeguate autorizzazioni da parte delle Autorità competenti. Altrettanto sorprendente appare la proposta di limitare a 15 anni la durata delle concessioni che la Finanziaria 2007 vuole portare sino a 50 anni a seconda dell’ammontare degli investimenti. Ci sembra che incentivare investimenti, stimolare a rinnovare ed a migliorare la quantità e la qualità dei servizi e delle attrezzature, in altri termini agevolare lo sviluppo e la crescita economica di un settore importante come il turismo balneare, sia un giusto obiettivo di sviluppo che la Finanziaria si propone e che il Ministro Francesco Rutelli aveva anticipato alla Conferenza Nazionale sul Turismo ponendolo quale strategia del Governo".




Commenti (1)
Scritto da Visitatore il 01-01-2007 17:52
 
 
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Se il cittadino ha accesso al mare, ne ha anche l'uso, con ilquale ogni concessione deve essere compatibile. Si tratta di inserire nell'ordinanza le regole con le quali il cittadio possa sostare sulla battigia senza intralciare il libero transito, semplicemente consentendo di stendere non piùdi un asciugamano, laddove, fra l'altro, i cliento dello stabilimento sostano abitualmente. 
R.Naridni
 

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