Turismo balneare: le nuove regole accontentano gli imprenditori PDF Stampa E-mail
giovedì 30 novembre 2006

Fine della querelle sull’uso della battigia. Le novità contenute nel maxiemendamento alla Finanziaria trovano infatti concordi gli imprenditori del settore balneare.

Secondo Riccardo Borgo, presidente del Sib, Sindacato Italiano Balneari aderente a Fipe/Confcommercio, “si è trovato il giusto equilibrio tra la possibilità di accedere alle spiagge libere e alla battigia, peraltro, di fatto, già oggi generalmente ottenibile senza costi per il turista e la necessità che fosse confermato l’uso della battigia esclusivamente per il transito e non la sosta". “Questo provvedimento ci sembra una 'difesa' della natura stessa dello stabilimento balneare -ha aggiunto Borgo- che, nel tempo, ha rappresentato una importante connotazione per il nostro turismo. Per quanto riguarda la durata massima delle concessioni demaniali correlata agli investimenti effettuati, poi, la proposta dei 50 anni ci sembrava un incentivo forte a migliorare le strutture e le attrezzature, ma, se si è ritenuto che siano sufficienti i 20 anni ne prendiamo atto. Chiediamo, però, che questa opportunità possa realmente essere utilizzata dagli imprenditori che decidono di investire sul futuro delle proprie imprese".

“Sugli abusi edilizi -ha osservato ancora Borgo- siamo d'accordo con questa nuova formulazione, in quanto viene chiarito che il provvedimento di revoca è applicabile solo in presenza di gravi illegalità. Mi sembra, inoltre, opportuno -e noi lo avevamo già suggerito- che sia stato demandato alle Regioni, titolari delle competenze sul demanio marittimo, il compito di determinare, attraverso i Piani di utilizzo, un corretto equilibrio tra le spiagge libere e quelle in concessione, individuando, inoltre, sia gli accessi che le loro modalità d'uso". Borgo sottolinea che "rimangono, poi, tutte le nostre preoccupazioni e perplessità per il calcolo dei canoni riferito alle pertinenze demaniali. Sarà sicuramente necessario chiarirne le modalità di applicazione o modificarne i contenuti, diversamente il 20% delle imprese balneari non saranno in grado di sostenere questo pesante aggravio".




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