Censis: I dati più significativi dell’indagine: redditi e potere d’acquisto messi alla prova PDF Stampa E-mail
martedì 04 maggio 2004

La parte più consistente del campione, esattamente il 75,4% ritiene che nel breve periodo il reddito disponibile del nucleo familiare resterà stabile; nel 2001 questa fascia rappresentava il 78,9% del campione.

Aumentano le persone che prevedono una diminuzione del reddito: passano dal 10,7% del 2001 al 16,1% del 2004, fra le quali è significativa la quota di coloro che hanno redditi fino a 800 € .

Sono ancora relativamente poche le famiglie italiane che vedono una schiarita all'orizzonte, la possibilità di una decisa ripresa dei consumi, un quadro economico rassicurante, che permetta di spendere con un po' di rilassatezza. Teniamo il "motore al minimo", in una fase logorante che non permette di vedere con chiarezza la fine dell'attuale stagnazione dei consumi.

La parte più consistente del campione, esattamente il 75,4% ritiene che nel breve periodo (indicativamente i prossimi sei mesi) il reddito disponibile del nucleo familiare resterà stabile rispetto ai sei mesi precedenti.

Le più recenti indagini sugli stili di vita degli italiani effettuate dal Censis mettono in evidenza come nel 2001 il 78,9% degli intervistati prevedeva una sostanziale stabilità dei redditi, mentre dall'anno successivo ad oggi tale quota si è ridimensionata arrivando a superare di poco il 75%. Esiste già da tempo un nucleo duro di cosiddetti "adattivi", di persone cioè che per il momento non hanno grandi aspettative di accrescere il reddito, ma neanche di peggiorare la propria condizione.

Preoccupa l'aumento della quota di intervistati che ha previsto e prevede una riduzione del reddito complessivo: nel 2001 era il 10,7% e oggi tale quota risulta pari al 16,1% del campione analizzato; parallelamente si assiste alla riduzione della quota di persone che prevede un incremento del reddito, passata infatti dal 10% nel 2001 all'8,5% nel 2004.

Nel 16,1% del campione (quota costituita dalle persone che prevedono una riduzione del reddito disponibile) si collocano in buona parte persone oggi in una condizione di disagio e di difficoltà economica. In particolare tale percentuale sale al 21,8% fra coloro che percepiscono fino a 800 €.

Da un punto di vista territoriale, la percentuale di coloro che prevedono una riduzione della capacità di spesa è ovunque purtroppo più elevata della quota di coloro che prevedono incrementi del reddito. Nelle regioni del Nord-Est e del Centro, in particolare, il 17% degli intervistati (una quota lievemente al di sopra della media dell'intero campione) ritiene che nei prossimi mesi vi sarà minore disponibilità di reddito rispetto al passato; ma anche nelle regioni del Nord-Ovest e del Mezzogiorno la percentuale di coloro che prevedono un restringimento della capacità di spesa è elevato: circa il 15% delle persone intervistate.

Fonte: Censis

 


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