L'83,5% del campione ricorre più frequentemente alle offerte speciali, l'80,2% ha ridotto le spese per il tempo libero, il 70% acquista con frequenza prodotti non di marca, circa il 60% ha utilizzato i risparmi per far fronte alle spese quotidiane, il 47,5% ha modificato i consumi alimentari.
La reazione più diffusa per affrontare la crisi è consistita ovviamente nell'attuare comportamenti di spesa sostitutivi o comportamenti tesi a mediare tra qualità e prezzo: gli acquirenti sono diventati sempre più oculati, confrontano molto più frequentemente i prezzi di un medesimo prodotto tra più esercizi commerciali e, soprattutto, ricorrono, più che nel passato, a offerte speciali e vendite sottocosto, così come ha dichiarato l'83,5% degli intervistati. In secondo ordine, l'80,2% delle famiglie effettua piccole e grandi rinunce in merito alle spese per il tempo libero. 
Oltre l'85% delle persone collocate nelle fasce di reddito inferiori prese in considerazione nell'indagine lascia meno spazio alle spese per il tempo libero, ma è interessante rilevare come risparmi, piccoli o grandi che siano, su questa voce di spesa vengano oggi effettuati da più della metà (54,9%) dei più abbienti; segno di preoccupazione e di tensioni presenti ovunque. Ciò che colpisce in modo particolare è comunque il fatto che quasi il 60% degli intervistati abbia dichiarato di avere già intaccato i propri risparmi a causa della fase di stallo del sistema, così come il 47,5% si vede costretto a "tarare" il paniere dei consumi alimentari, effettuando delle rinunce e contenendo le spese. E chi è costretto a prendere misure di questo tipo, purtroppo, sono proprio quei soggetti collocati in una posizione strutturale di debolezza: i percettori di un reddito contenuto, le coppie con figli, le persone più avanti nell'età. Si tratta di una fascia che rischia fortemente un'ulteriore e disastrosa marginalizzazione, inaccettabile per un Paese sviluppato come il nostro. Fa pertanto molto riflettere il fatto che oltre il 70% degli intervistati con un reddito che non supera gli 800 euro mensili abbia dichiarato di fare fronte alle spese quotidiane ricorrendo eventualmente ai risparmi accumulati in passato. Stesso atteggiamento è stato dichiarato dal 64,4% degli ultrasessantaquattrenni, ma anche dal 62% delle persone tra i 45 e i 54 anni e dal 60% di coloro che hanno tra i 30 e i 44 anni. Fonte: Censis |