Censis: Il ruolo della marca PDF Stampa E-mail
martedì 04 maggio 2004
Il 69,2% degli intervistati dice di sentirsi garantito dalla marca per quanto riguarda l'acquisto di prodotti tecnologici, il 59,5% per i generi alimentari, il 32,7% per i capi di abbigliamento.

Nonostante il senso d'attendismo diffuso, nonostante la propensione al risparmio dettata da una congiuntura non proprio rosea, gli italiani continuano a valutare la marca "famosa" come un sinonimo di qualità. Come si può facilmente comprendere, è molto importante avere delle garanzie relativamente a tutto ciò che costituisce la nostra alimentazione e analogamente quando si deve fare un investimento in prodotti tecnologici o in elettrodomestici. Che sia high-tech o semplice elettrodomestico si tratta comunque di un genere di spesa legata ad un esborso di denaro di non poca rilevanza. Di qui, l'esigenza di essere rassicurati circa l'effettiva capacità del bene acquistato di corrispondere alle effettive esigenze del consumatore. In sintesi, il 69,2% degli intervistati dice di sentirsi garantito dalla marca per i prodotti tecnologici ed il 59,5% per i generi alimentari.

Cresce l'acquisto di prodotti con il marchio delle più importanti catene distributive. La motivazione di scelta si suddivide fra chi lo fa per il prezzo conveniente e chi invece per la buona qualità. Il fattore prezzo conveniente incide per il 40,5% nella pasta, per il 40,9% nello scatolame, per il 35,1% nei prodotti per la cura personale e per il 50,3% per i prodotti per la casa.

Ma c'è anche una parte del campione che dice di aver utilizzato prodotti a marca commerciale per la loro buona qualità.

Circa un quarto del campione afferma di aver acquistato pasta o scatolame di marca commerciale in virtù di questo valore aggiunto: il 23,3% per la pasta ed il 25,1% per lo scatolame. Le percentuali di "sì, per la buona qualità" si riducono leggermente se si tratta di prodotti per la casa o per la cura personale. Si passa dal 17,3% dei primi al 16,6% degli ultimi. Se, inoltre, si considera che le percentuali di coloro che non hanno avuto occasione di acquistare questi prodotti variano da un minimo del 15% ad un massimo del 20%, a seconda dei prodotti considerati, è evidente che sono veramente pochi i consumatori non interessati alle marche commerciali.


Fonte: Censis

 


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