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Frena il mercato immobiliare. Con una quotazione media arrivata a 1.518 euro al metro quadro il prezzo delle case in Italia continua a salire, seppure ad un ritmo più contenuto. Ma di case se ne vendono sempre di meno
Nel primo semestre dell'anno l'incremento del prezzo delle abitazioni si è attestato al 2,8% rispetto al semestre precedente e al 6,6% rispetto ai primi sei mesi del 2006, in rallentamento rispetto al secondo semestre scorso, quando si è registrato un +3,7% semestrale e un +8,8% annuo. Ma nell'arco di tre anni la corsa del mattone ha messo a segno una crescita a due cifre. A dirlo sono gli ultimi dati dell'Osservatorio del mercato immobiliare, pubblicati dall'Agenzia del territorio. Dal 2004 ad oggi l'aumento complessivo delle quotazioni nei capoluoghi italiani è stato pari al +26,5%, superiore a quello di cui sono stati protagonisti i comuni non capoluogo, dove si è registrato un +23,2%. A farne maggiormente le spese sono state le grandi città, con oltre 250mila abitanti dove i prezzi delle case sono aumentati del 31% nel confronto tra il primo semestre 2004 ed il primo semestre 2007, mentre nei comuni fino a 5 mila abitanti si è registrata, nello stesso periodo, una crescita pari al 17,6%, come ha affermato il direttore dell'Osservatorio, Gianni Guerrieri, nel corso della presentazione della nota semestrale. A spiegare la frenata del mercato segnalata nel primo semestre dell'anno è il confronto con la decisa crescita del periodo precedente. In particolare, ha infatti rilevato l'Osservatorio, il rallentamento delle quotazioni residenziali è ''più sensibile'' per i capoluoghi che pure hanno registrato un incremento pari al +6,9% su base annua (contro un +10,5% nel secondo semestre 2006), mentre nei comuni non capoluogo sono aumentate del 6,4% su base annua (+8,1% nel secondo semestre 2006). Ma di case se ne vendono poche. Contrario all'andamento dei prezzi è il trend relativo alle compravendite, risultato negativo in tutti i settori, compreso quello delle abitazioni. Nel primo semestre dell'anno, sempre sulla base dei dati dell'Omi, il settore residenziale con 412.774 transazioni ha infatti registrato un calo del 3,4% rispetto al primo semestre del 2006 (il decremento comunque più contenuto rispetto agli altri settori, come quello terziario, commerciale e produttivo); il volume complessivo delle compravendite è stato invece di 884.442 transazioni con una diminuzione pari al 3,9%, su base annua. Questi dati, ha sottolineato Guerrieri, “fotografano una inversione di ciclo già preannunciata, che si riflette innanzitutto sulle compravendite e poi sui prezzi, per i quali si assiste ad un lieve rallentamento del tasso di crescita, che comunque resta positivo". Nel dettaglio, le compravendite sono risultate in “sensibile calo" nei capoluoghi, con un decremento indistinto per area geografica intorno al -7% su base annua. Tale tendenza negativa è ancora più accentuata nelle principali grandi città (per le quali si è registrata una variazione media pari al -9,7%), con un calo delle transazioni che va dal -14,2% di Napoli, al -13,5% di Milano e al -10,1% di Roma. Unica città con segno positivo, Torino (+0,5%). Per la seconda parte dell'anno è comunque atteso, secondo la previsione formulata dallo stesso Osservatorio, un recupero del volume delle transazioni che nel 2007 dovrebbe quindi arginare il calo ad un -1,2% nel settore residenziale sul 2006.
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