|

Un’indagine su dati Lince traccia un dettagliato scenario sulla diffusione e l’utilizzo di internet quale strumento per lo sviluppo del business. Internet c’è, ma è marginale
La presenza su internet delle piccole e medie aziende italiane e l’utilizzo del web come strumento di marketing e vendita stentano a decollare. Se già da molti anni le aziende di tutto il mondo hanno intuito ed esplorato le potenzialità offerte dal web, in Italia le imprese considerano ancora la presenza on line solo come un modo per farsi conoscere da un pubblico più vasto rispetto al loro limitato bacino di utenza, limitando la loro esistenza sul web a una funzione di semplice “vetrina“.Questo è quanto emerge dalla ricerca “Le PMI italiane e internet: luci ed ombre" realizzata dalla docente di marketing Elena Cedola in collaborazione con Lince S.p.A., società leader in Italia nel campo dell’informazione economico finanziaria e di marketing. L’indagine analizza il rapporto tra le piccole e medie imprese italiane e Internet con l’obiettivo principale di comprendere il ruolo attribuito a Internet dalle PMI italiane. A questo scopo è stato analizzato un campione rappresentativo di 270 siti web di piccole e medie aziende. Le osservazioni sono state svolte nel periodo giugno-agosto 2004 e poi ripetute nei mesi di giugno-agosto 2006. Si è valutata la struttura dei siti e l’applicazione delle leve del marketing mix (prodotto, comunicazione istituzionale, prezzo, distribuzione). Una sezione significativa dell’analisi è dedicata alle modalità di relazionarsi e di interagire con la clientela attraverso Internet. Un primo significativo elemento emerso è che nel secondo screening del 2006 ben 33 dei 270 siti del 2004 sono risultati non rintracciabili o non operativi perché in aggiornamento; un dato che mostra in modo evidente una scarsa attenzione verso l’aggiornamento costante dei siti. Partendo dall’analisi della struttura sito web, si nota che l’84,1% dei siti ha una sezione dedicata alla storia o presentazione dell’azienda, anche se con un approccio molto sintetico. In questo ambito sono settori di eccellenza quello della meccanica (96,8%) e degli alimentari e bevande (90,9%), che fanno intuire una correlazione tra informazioni sull’impresa e presenza all’estero dei prodotti e servizi. Il tipo di informazioni presenti in questa sezione riguarda storia, missione e valori d’impresa; decisamente inferiore è la presenza di altre notizie quali iniziative promosse dall’azienda (24,1%) e informazioni sull’andamento economico della società (58,5%), auspicabili per quelle imprese che operano nel B2B e per quelle interessate allo sviluppo nei mercati internazionali. In particolare, la scarsità di informazioni riguarda soprattutto la presenza di dati di bilancio (5,9%), numero di dipendenti (11,9%), numero di clienti (6,7%) e fatturato (6,7%). La carenza informativa di questo tipo di indicatori è uniforme sia per le imprese che hanno avuto buone performance aziendali sia per quelle in difficoltà. Riguardo alla comunicazione via Internet emerge una situazione piuttosto buona con dei siti facilmente “navigabili" dotati di barra di navigazione (52,6%), di menù (81,5%) e di link ben riconoscibili (75,2%). Il sito web è uno strumento di indubbia efficacia per promuovere i prodotti aziendali e raggiungere un mercato più vasto: il 67,5% dei siti analizzati ha intrapreso la segmentazione del mercato on line, soprattutto in base alla tipologia di prodotto fornito (52,7%).
|