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Identificazione di un mercato unico nazionale, definizione di quotazioni univoche e trasparenti, valorizzazione commerciale del Gran Suino Padano, definizione di strategie di sviluppo delle singole filiere, intensificazione dei controlli sulla provenienza estera e in caso di epidemie
E' stato approvato a Roma un protocollo di intesa nazionale per la filiera suinicola, elaborato con il coordinamento del Ministero delle Politiche Agricole e delle Regioni interessate. Soddisfazione per l'approvazione del protocollo di intesa viene espressa dall'assessore all'Agricoltura piemontese, Mino Taricco, che lo definisce “un passo decisivo, innanzitutto perché‚ per la prima volta, hanno trovato una posizione unitaria tutti i soggetti della filiera a livello nazionale e si sono avviati interventi per affrontare le criticità del comparto".Il protocollo fissa tra gli obiettivi principali l’identificazione di un mercato unico nazionale per la definizione di quotazioni univoche e trasparenti per i suini e i loro derivati, la valorizzazione commerciale del Gran Suino Padano (per il quale il Ministero sta completando l'iter di riconoscimento del Consorzio DOP "Gran Suino Padano"), anche attraverso accordi con la GDO, la definizione di strategie di sviluppo delle singole filiere, dando priorità ai prodotti DOP, l'intensificazione dei controlli in particolare sulla provenienza estera e in caso di epidemie. Il tavolo di filiera dei suini, che comprende organizzazioni agricole, cooperative, rappresentanti della produzione e della trasformazione, consorzi di tutela, ha intensificato la propria azione nei mesi più recenti, in conseguenza dell'aggravarsi delle criticità del comparto, riconducibili allo squilibrio tra calo dei consumi e offerta crescente, calo dei prezzi pagati agli allevatori e incidenza delle materie prime sui costi di produzione, difficoltà di penetrazione nel settore distributivo e criticità legate ad alcune emergenze sanitarie. Il tavolo è stato riconosciuto come lo strumento per la definizione delle strategie pluriennali di sviluppo del comparto e dovrà ora definire il piano operativo 2008.
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