Rimini non vuole perdere la leadership alberghiera PDF Stampa E-mail
martedì 15 gennaio 2008

Rimini Alberghi Residence 2008 piano regolatore

Approvata a maggioranza la variante alberghi. L'obiettivo finale: frenare le trasformazioni di alberghi in residence e aumentare i servizi per rendere competitivo il settore turistico. Soddisfatta l'Aia che conferma: "Si bloccano le speculazioni e si rilancia il settore"

Attesa con trepidazione (e promossa) da anni dall’Associazione albergatori è stata approvata a maggioranza la variante alberghi. L’obiettivo è duplice: frenare le trasformazioni di alberghi in residence; aumentare i servizi, così da rendere più competitivo il settore turistico.

L’iter prevede la pubblicazione, l’osservazioni e il ritorno in consiglio comunale per l’approvazione definitiva che dovrebbe giungere intorno a maggio. Quella che s’annuncia come una piccola rivoluzione per il sistema turistico inizierà verosimilmente dopo la prossima estate. Di fatto non sarà più possibile trasformare alberghi -più o meno marginali- in Rta, residenze turistico alberghiere. Un escamotage che finora ha consentito in passato alcune successive trasformazioni da turistico a residenziale puro.

La variante mette anche fine alla possibilità, sin qui prevista dal piano regolatore generale, di trasformare -in occasione di ristrutturazioni- il 25 per cento della superficie utile alberghiera in residenziale turistico. Viene mantenuta invece una superficie minima, 120 metri quadri, quale unità abitativa interna per il titolare o il gestore dell’albergo.

Soddisfatta l’Aia: “Si bloccano le speculazioni, si rilancia il comparto riqualificandolo". Gli alberghi a Rimini sono attualmente 1.122, con circa 37mila camere. Le Rta, residenze turistiche alberghiere, al 31 dicembre 2006 risultavano 73, con 1.800 camere. A inizio dell’anno 2000 erano 35. Per bloccare questo trend il Comune è intervenuto. “Obiettivo duplice -commenta l’assessore Antonio Gamberoni- bloccare la tendenza speculativa e dare più competitività al turismo riqualificando l’offerta". Gamberini nega penalizzazioni per i piccoli alberghi, ma “al contrario, tuteliamo loro anzitutto, visto che il grosso delle strutture ha meno di 30 stanze, aiutandoli a stare sul mercato del turismo".




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