Secondo la Cgia di Mestre i ministeriali sono i più cagionevoli PDF Stampa E-mail
domenica 27 gennaio 2008

CGIA Mestre Assenze malattia 2007

Dati Cgia: 14,3 giorni medi di assenza in un anno nel pubblico, contro una media di 9,6 giorni tra i metalmeccanici privati. Gli stacanovisti del pubblico sono nelle regioni a statuto speciale. Costo complessivo a carico dello Stato poco più di 4 miliardi di euro

Nel 2006 i giorni medi di assenza per malattia nel pubblico impiego sono state 11,54. Tra gli operai metalmeccanici del settore privato 9,6. Tra i più “cagionevoli" i ministeriali (14,31 giorni di assenza). I più “stacanovisti" gli occupati nelle Regioni a Statuto Speciale (7,31 giorni di assenza). Costo complessivo a carico dello Stato poco più di 4 miliardi di euro. Sono i risultati più significativi dell'elaborazione fatta dall'Ufficio studi della Cgia di Mestre su dati della Ragioneria Generale dello Stato.

Se nei ministeri l'assenza media è stata di 14,31 giorni, nelle scuola si è toccata una punta di soli 9,66 giorni e tra i dipendenti delle Regioni a statuto speciale e le province autonome le assenze per malattia sono state 7,31. Poco più di 13 giorni invece nei Corpi di polizia (13,31) e nelle Agenzie fiscali (13,11). 12,95 giorni di malattia si sono avuti tra i dipendenti della Presidenza del Consiglio, 12,73 nelle Regioni e nelle Autonomie locali, 12,69 negli Enti non Economici, e 12,40 nella Sanità.

In coda a questa singolare classifica troviamo i lavoratori degli Enti di ricerca (11,38) e di seguito la Scuola e le Regioni autonome. Secondo la stima effettuata dalla Cgia di Mestre nel 2006 la spesa per queste assenze ha superato i 4 miliardi di euro. Precisamente 4,064 miliardi. Le più sostenute sono state quelle a carico della Sanità che ha toccato 1,164 miliardi di euro e la Scuola dove le assenze sono 'costate' 1,076 miliardi di euro.

Questi dati -commenta il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi- sgombrano il campo da tutta una serie di luoghi comuni che ingiustamente investono il pubblico impiego. Quindi non è vero che sono troppi e che non lavorano. Caso mai il problema è la loro cattiva distribuzione e i livelli di efficienza che non sono sempre imputabili ai singoli lavoratori  ma alla cattiva organizzazione degli uffici".




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