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Forte aumento dell’inflazione a gennaio: la crescita annua dei prezzi al consumo è salita al 2,9%. L’incremento mensile non si è discostato da quello medio dell’ultimo trimestre 07 ed è risultato fuori linea rispetto al profilo stagionale di gennaio degli ultimi quattro anni
L’inflazione a gennaio è risultata in aumento per il quinto mese consecutivo. In base ai dati preliminari dell’Istat l’indice dei prezzi al consumo relativo all’intera collettività ha registrato una crescita tendenziale pari al 2,9%, più alta di tre decimi rispetto a dicembre scorso e di 1,2 punti percentuali in confronto a gennaio 2007. Sul piano congiunturale l’incremento è stato pari allo 0,4%, un ritmo analogo a quello sperimentato nell’ultimo trimestre dello scorso anno (tra lo 0,3-0,4%), e fuori linea rispetto al profilo stagionale, molto più contenuto, degli ultimi quattro anni: bisogna risalire al gennaio 2003 per ritrovare una dinamica uguale.Secondo l'Isae inizio anno l’evoluzione dei prezzi risente del concentrarsi degli adeguamenti che interessano diverse componenti sottoposte a controllo pubblico e di rilevazioni a cadenza trimestrale. L’indicatore costruito dall’Isae per tener conto dell’impatto dei fattori stagionali mette tuttavia in evidenza anche in questo caso una dinamica inflativa in accelerazione: nel periodo novembre-gennaio il tasso di crescita congiunturale, riportato su base annua, è risultato pari al 4%, superiore al 3,9% toccato a dicembre scorso. Il dato di gennaio continua a segnalare che le pressioni inflazionistiche più rilevanti provengono dalle due componenti che dall’inizio dello scorso autunno stanno condizionando gli sviluppi dei prezzi, non solo in Italia, ovvero energia e alimentari: circa un quarto dell’incremento mensile dei prezzi è imputabile alla revisione trimestrale delle tariffe energetiche, in seguito alla decisione dell’Autorità di settore di aumentare del 3,8% e del 3,4%, rispettivamente, quelle relative all’energia elettrica e al gas; spinte al rialzo consistenti sono state prodotte ancora dai rincari degli alimentari (+0,6%). Tuttavia, significativi contributi all’aumento dell’inflazione sono venuti anche da altre voci, e in particolare dalla revisione di numerosi prezzi controllati (tra cui i trasporti ferroviari, i pedaggi autostradali e il canone Rai), dalla rilevazione trimestrale di taluni servizi attinenti la casa e dagli aumenti delle sigarette. La dinamica dell’indice complessivo è stata peraltro moderata dalle riduzioni congiunturali segnate in importanti capitoli di spesa: un piccolo contributo al contenimento dell’inflazione è venuto ancora dalle spese per la salute, grazie ai tagli dei prezzi dei medicinali; più significativi i decrementi per le comunicazioni e le voci ricreative e culturali, soprattutto per i ribassi nei beni della telefonia, nell’elettronica di consumo e nei pacchetti vacanze. Gli indici dei prezzi diffusi contengono, dal punto di vista statistico, alcuni elementi di diversità, poiché tengono conto del consueto aggiornamento del paniere e del sistema di ponderazione effettuato dall’Istat all’inizio dell’anno. La modifica della struttura dei pesi rispetto a quella del 2007 non ha comunque influito in maniera significativa sull’andamento mensile dell’indice. Per quanto riguarda il confronto con l’inflazione nell’area dell’euro, i dati di gennaio hanno messo in evidenza il mantenimento di un differenziale inflazionistico a nostro favore, ma l’entità si è ridotta a 0,1 punti percentuali: la stima flash dell’Eurostat relativa all’area nel suo insieme ha segnalato una nuova risalita del tasso di crescita tendenziale al 3,2% dal 3,1% di dicembre, mentre per l’Italia l’incremento su base annua è aumentato al 3,1% dal 2,8% di fine 2007. Se si dovesse confermare il rientro del petrolio dai valori eccezionalmente elevati di fine 2007-inizio 2008, il dato dell’inflazione di gennaio potrebbe costituire un massimo. Qualche segnale in questa direzione si può evincere dalle inchieste Isae: gli indicatori delle aspettative di inflazione degli operatori sembrerebbero infatti delineare per i prossimi mesi uno scenario per gli sviluppi dei prezzi appena meno preoccupante dell’attuale. In base alle inchieste Isae condotte a inizio anno, per le imprese manifatturiere che operano nel comparto produttivo dei beni destinati al consumo finale si è arrestata la diffusione delle intenzioni di rialzo dei listini di vendita da qui all’inizio della primavera e le attese sono risultate stabili, pur confermandosi sui livelli (storicamente elevati) toccati nell’autunno scorso. Per i consumatori, le cui aspettative abbracciano un orizzonte temporale più lontano, la dinamica prospettica dell’inflazione è attesa ridimensionarsi leggermente. In particolare, un quarto degli intervistati si attende una stabilità dei prezzi nei prossimi dodici mesi, mentre la quota di chi si aspetta rincari più o meno intensi si è ridotta al 64% (72% a fine 2007).
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