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Non è facile fare i commercianti in Sicilia: oltre al rischio d’impresa c’è la mafia con cui fare i conti. Due testimonianze di esercenti che hanno detto no e l’iniziativa “Pizzo free" per acquisti sicuri in un supermarket che non paga il pizzo
Gerlando Manzone, titolare della Medical Contact Europe, un negozio di ottica nel centro di Palermo, ha subito un furto nel proprio esercizio commerciale il 14 gennaio scorso. “Piango ogni sera, non me ne vergogno. Vedi le vetrine vuote, pensi alle difficoltà e ti si stringe il cuore". Quello subito da Manzone non è un furto “qualsiasi", ma la ritorsione per non aver pagato il pizzo e aver denunciato i suoi estorsori. Oltre al danno (300 mila euro) il commerciante ha subito anche la progressiva riduzione dell’afflusso da parte della clientela del suo negozio. “Ogni giorno -racconta- era sempre peggio. A volte non c’era nemmeno un cliente. Così ho deciso di rivolgermi ad Addiopizzo per cercare aiuto e appoggio". Con i ragazzi che hanno dato vita al movimento antiracket l’ottico ha “re-inaugurato" il suo negozio e adesso sta cercando faticosamente di risollevarsi. Nessun ripensamento, però, verso la scelta fatta: “avrei potuto rivolgermi al 'capo' della zona e riscattare la merce. Ma io non ragiono così: io il frutto del mio lavoro lo divido solo con i miei collaboratori". Manzone è solo l'ultimo, in ordine di tempo, di un drappello sempre più nutrito di commercianti che hanno deciso di ribellarsi al racket delle estorsioni. Un altro esempio è Damiano Greco, proprietario di un negozio di autoricambi al Borgo vecchio, un quartiere del centro storico tradizionalmente controllato da Cosa Nostra. L'estate scorsa ha denunciato e fatto arrestare i suoi estorsori. Da allora le vendite sono crollate del 27 per cento, ma anche lui dice di non voler tornare indietro. Per fortuna non tutto va male per i commercianti che hanno deciso di alzare la testa. E' di questi giorni il primo emporio “pizzo free", un negozio che vende solo prodotti dei commercianti aderenti alla lista di Addiopizzo. Un supermercato della legalità, nato dall'idea di un giovane imprenditore palermitano, Fabio Messina. “Ho pensato che fosse giunto il momento di dare un'occasione in più ai commercianti che non pagano il pizzo. Ed è anche più facile per i consumatori -dice- se anzichè andare in giro da un posto all'altro, possono comprare tutto quello che serve in un unico punto vendita". La speranza adesso è che i palermitani non lascino soli i ''commercianti coraggio'' e decidano di sostenere con un consumo ''critico'' chi ha deciso di non sottomettersi al giogo mafioso.
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