Federconsumatori vs Fida Confcommercio PDF Stampa E-mail
domenica 09 marzo 2008

Fida Confcommercio speculazione prezzi

Per Federconsumatori agli italiani sono stati 'scippati' oltre 100 miliardi dal 2002, ma Fida Confcommercio replica secca: “Siate responsabili!" Nella situazione attuale il commercio non solo non specula, ma aiuta anzi a non peggiorare ulteriormente le cose

Botta e risposta tra la Fida-Confcommercio e le associazioni dei consumatori criticare per “attacchi ingiustificati e sistematici" al settore alimentare. In una nota il presidente della Fida, Dino Abbascià sottolinea che “con un’economia in forte rallentamento e il crollo dei consumi degli ultimi mesi, il settore della distribuzione sta affrontando una stagione molto difficile e non ha certo avuto atteggiamenti di tipo speculativo, i dati sull'inflazione dimostrano anzi che tutto il settore ha contribuito a contenere il rialzo dei prezzi".

"A fronte di questo quadro -aggiunge Abbascià- risultano inaccettabili e ingiustificati gli attacchi sistematici e quotidiani delle associazioni dei consumatori che, usando statistiche prive di qualsiasi attendibilità scientifica screditano il ruolo economico e sociale del commercio. Alle associazioni dei consumatori chiediamo di evitare inutili allarmi e di avere un atteggiamento di responsabilità perché l'impoverimento delle famiglie non è certo dato dall'aumento dei prezzi ma dal minor reddito disponibile a causa dell'aumento della pressione fiscale e delle spese fisse come luce, gas, affitto e assicurazioni".

Non sono gli attacchi che le associazioni fanno ai commercianti che screditano e squalificano il loro ruolo economico e sociale, bensì i loro stessi comportamenti", risponde la Federconsumatori. Per l'associazione dei consumatori “i commercianti facciano autocritica per quello che hanno combinato dal 2002 in avanti con le malefatte che essenzialmente sono state prodotte da loro amici compiacenti nel 2002 che essendo al governo si sono dimenticati completamente di svolgere un ruolo di verifica e di controllo nel cambio lira-euro lasciando completamente mano libera su prezzi e tariffe. È da quell’anno che è iniziato il calvario per le famiglie italiane che hanno subito uno scippo di oltre 100 miliardi di euro derivante da tali aumenti".




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