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I prodotti alimentari valdostani viaggiano su internet |
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lunedì 17 marzo 2008 |
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Vendere online allarga il mercato. Sembra un a banalità o un luogo comune, ma una ricerca commissionata da eBay.it a Research International ne fornisce i numeri a riprova: oltre 14.500 imprenditori italiani hanno una fonte di reddito derivante dalla propria attività di vendita su e.Bay
I prodotti tipici della Valle d’Aosta stanno trovando su internet un importante sbocco commerciale. Secondo un’indagine commissionata da eBay.it a Research International i numeri sono ancora piccoli (una quindicina di persone) ma gli effetti lasciano ben sperare: l'e-commerce può diventare una professione o, almeno, una fonte aggiuntiva di reddito. La case history dell’indagine è Fabrizio Chiabotto, 35 anni, di Verre's, in bassa Valle d'Aosta, dove gestisce un negozio di gastronomia locale.Oltre alla vendita in negozio si è attrezzato per la vendita online e “l’attività procede molto bene. Prima il commercio si divideva in grande e piccola distribuzione, ora si potrebbe dire che si è aggiunto un terzo canale, l'e-commerce, che secondo me ha un’enorme potenzialità". L’obiettivo futuro del commerciante valdostano è di incrementare le vendite online e di fare crescere la sua attività su eBay. “Per quanto buoni siano i nostri prodotti regionali è raro che la gente si sposti esclusivamente per acquistarli, ma con il portale e.bay il problema delle distanze è annullato" commenta Chiabotto. A livello nazionale la Lombardia è in vetta alla classifica tra le regioni italiane per numero di persone che trovano dalla propria attività su eBay una fonte importante di guadagno; sono 2.834 gli imprenditori per i quali le vendite su eBay costituiscono una fonte di reddito primaria o secondaria. La seconda regione è il Lazio con 1.827 persone e terza la Campania con 1.540. Complessivamente oltre 16.500 italiani hanno una fonte di reddito derivante dalla propria attività di vendita su eBay (14.500) o dall’essere dipendenti di un’impresa che opera su eBay (2.000). In 2 anni il loro numero è raddoppiato mentre è triplicato quello delle Pmi italiane che operano sull’e-commerce, da 2.000 a 6.500.
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