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Fisascat-Cisl: per lo sciopero del terziario punte del 70% di adesione |
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domenica 23 marzo 2008 |
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“La proposta Confcommercio sul salario è palesemente insufficiente" dice il sindacato, che difende lo sciopero del 21 marzo e ne stima la partecipazione al 70% dei lavoratori. Sul tavolo anche la definizione dei contratti di lavoro e la lotta alla precarietà
Adesione massiccia allo sciopero dei lavoratori del commercio, proclamato a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto. Secondo la Fisascat-Cisl le adesioni sono state in media del 65-70% nelle grandi superfici commerciali, mentre nella distribuzione cooperativa si è andati oltre l'80%. “E' l'ennesima prova di partecipazione dei lavoratori di fronte a questo complesso rinnovo che ha registrato una nuova battuta d'arresto -riferisce il segretario generale della Fisascat, Pierangelo Raineri- la parte salariale è rimasta ferma con la proposta di Confcommercio di 120 euro in quattro anni, che risulta essere palesemente insufficiente. Su questo tema sarà necessario un nuovo approfondimento globale sulla necessità di dare un salario dignitoso ai dipendenti del commercio che non si risolverà certo i 55 euro di acconto che la Confcommercio ha deciso di erogare unilateralmente, rischiando peraltro di determinare una pericolosa involuzione nel sistema di relazioni sindacali". Il settore del terziario, che interessa circa 2 milioni di lavoratori in tutta Italia, “è particolarmente colpito dalla precarietà che gli imprenditori tentano di spacciare per flessibilità -dice Raineri- un tentativo al quale il sindacato si oppone con tutte le sue forze".
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