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Turismo, la Pasqua nera dei Decumani |
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giovedì 27 marzo 2008 |
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Per l’effetto-rifiuti i turisti evitano Napoli: pochi visitatori, chiese e musei vuoti. Gli operatori gridano al tracollo mentre l’assessore al turismo Velardi annuncia: “chiudo l’osservatorio sul turismo, è inutile"
I Decumani di Napoli sono stati la prova visiva del fallimento turistico di Napoli, almeno per la Pasqua 2008. La crisi ha una dimensione sonora prima ancora che visiva: commercianti e ristoratori non alzano la voce nei vicoli deserti, la rabbia ha lasciato il campo alla rassegnazione.Qualche esempio di crisi dalla voce stessa degli operatori: “A pranzo sedici coperti. Il sabato santo dello scorso anno erano oltre settanta". Al ristorante Bellini già pensano di ridurre il personale. Certo il vento freddo e la pioggia di queste festività non hanno aiutato, ma molti bar del centro hanno tenuto le saracinesche abbassate aldilà del meteo: “Pasqua? Ma se non c’è nessuno in giro: un sabato come tutti gli altri", dicono al Caffè dell’epoca, in piazza Bellini. Pochi americani e pochi tedeschi, giunti con last-minute convenienti. I turisti italiani invece sono scomparsi. Proprio dai pochi stranieri si spera di ripartire: hanno trovato le strade pulite, di rifiuti neanche l’ombra. Se, tornati a casa, lo racconteranno, forse quest’estate andrà meglio.
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