Meno disoccupati, ma più giovani PDF Stampa E-mail
giovedì 27 marzo 2008

erziario Occupazione Istat

Disoccupazione ai minimi, ma cresce quella dei giovani al primo impiego. Secondo l'Istat, il tasso italiano di disoccupazione, pari circa al 6,1%, risulta essere il minimo storico dal 1993. Il dato è frutto di una distorsione: meno disoccupati perché molti non lo cercano più

Il tasso italiano di disoccupazione italiano è, secondo l’Istat, pari circa al 6,1% e risulta essere al minimo storico dal 1993. Ma il calo del tasso di disoccupazione “è fortemente connesso all'accrescimento dell'inattività, soprattutto al Sud", dove in particolare “le donne inattive sono in crescita continua dal 2004" e nel 2007 raggiungono i 4,5 milioni. Il divario tra Nord e Sud continua a rimanere perciò molto alto: al Sud il tasso di disoccupazione rimane ancora a due cifre, pari all'11%, contro il 3,5% registrato al Nord.

In aumento, su base annua, dell'1,1% le persone inattive tra 15 e i 64 anni (+157 mila unità). Al calo delle regioni settentrionali (-0,5%) si è contrapposto l'aumento di quelle centrali (+2,5%) e di quelle meridionali (+1,8%). Al sud inoltre, la crescita delle donne inattive è passata da 4.264.000 unità del 2004 a 4.430.000 unità della media del 2007, pari a un incremento del 3,9%. E' aumentato anche il tasso di disoccupazione giovanile. “Dopo un biennio in discesa -rileva l'Istat- il tasso di disoccupazione giovanile è aumentato dal 22,6% del quarto trimestre 2006, all'attuale 23,2%. Rispetto al terzo trimestre 2007, al netto dei fattori stagionali, il tasso di disoccupazione è rimasto invariato".

Riguardo invece al tasso di occupazione in età lavorativa, il dato è attestato al 58,7%, tre decimi di punto in più rispetto al 2006. A livello territoriale, alla moderata crescita registrata nel nord e nel centro, si è associata una leggera flessione nel Mezzogiorno, che ha riguardato la componente maschile. Dopo la significativa crescita del 2006, il tasso di occupazione degli stranieri, nella media 2007, si è attestato al 67,1% (-0,2 punti percentuali).

Nel 2007 il numero di persone in cerca di occupazione è calato del 10% rispetto a un anno prima (-167mila unità). La flessione è stata più intensa nella prima metà dell'anno, soprattutto nel Mezzogiorno. Per questo motivo, spiega l'Istat, il tasso di disoccupazione ha registrato la maggiore riduzione proprio nel Sud. Il calo non è dovuto insomma all'aumento delle persone che hanno trovato lavoro, ma a quello di chi vi ha rinunciato. Su base territoriale l'occupazione è cresciuta, rispetto al 2006, dell'1% nel Nord (+118mila unità, di cui 82mila stranieri) e del 2,5% nel Centro (+116mila unità, di cui 54mila stranieri). Nel Mezzogiorno è rimasta sostanzialmente stabile, nonostante il moderato incremento degli stranieri (+17mila unità).

A trainare la dinamica dell'occupazione è il settore delle costruzioni, la cui crescita (+2,9%, pari a 55mila unità) ha riguardato soprattutto il Centro. Nel terziario, alla fase di più debole crescita dell'occupazione della prima parte dell'anno ha fatto seguito un significativo sviluppo nella seconda. Nella media del 2007 l'occupazione dei servizi è cresciuta dell'1,4%.




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