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Le proposte Abi al nuovo Governo: rafforzare il mercato finanziario, incentivare le imprese che vogliono crescere, ridurre la precarietà nel mondo del lavoro, semplificare il fisco e una giustizia più rapida
Rafforzare il mercato finanziario, incentivare le imprese che vogliono crescere, ridurre la precarietà nel mondo del lavoro, semplificare il fisco e una giustizia più rapida. E ancora, investire sulla sicurezza, valorizzare il Mezzogiorno, rispettare la libertà di iniziativa economica e incentivare il turismo. Sono le proposte che il settore bancario e finanziario italiano, rappresentato dall'Abi, propone all'attenzione delle forze politiche per la futura agenda dei lavori. Secondo l'Abi, “è essenziale" che le scelte di politica economica siano incentrate su tre orientamenti di fondo: considerare l'Europa e la piena integrazione economico-finanziaria come un faro delle azioni quotidiane di famiglie, imprese, pubblica amministrazione e istituzioni; favorire la cultura della stabilità, della responsabilità e del merito, favorire il decrentramento delle decisioni per attuare anche a livello locale politiche ispirate alla crescita. Occorre, inoltre, un’opera di semplificazione normativa ed è necessario che i rappresentanti italiani al Parlamento europeo possano meglio rappresentare gli interessi del Paese. Allo stesso tempo, si legge in un documento dell'associazione bancaria italiana, le banche “confermano l'impegno al sostegno dell'economia, delle famiglie e delle imprese, anche in un momento di grande turbolenza finanziaria riservando ad esse tutti i capitali che si possono raccogliere sul mercato, con particolare attenzione alla struttura portante della nostra economia, rappresentata dalle Pmi". Le banche ribadiscono anche l’impegno “a garantire una sempre maggiore possibilità per i clienti di mettere a confronto caratteristiche e prezzi dei prodotti e dei servizi, per scegliere agevolmente la soluzione più conveniente e più adeguata alle proprie esigenze". In questo senso l'Abi ha avanzato alcune proposte, in particolare per il mercato finanziario dove serve -secondo l’associazione- un quadro di regole efficace e snello che favorisca l'erogazione del credito senza eccessivi oneri per le imprese. Occorre poi rivedere le normative vigenti allineandole al contesto normativo europeo. E' necessario poi promuovere un ruolo significativo di investitori istituzionali, quali i fondi pensione, attraverso la piena affermazione della previdenza complementare. Anche sul fronte fiscale è necessario implementare il processo di semplificazione degli adempimenti richiesti ai contribuenti ed è indispensabile recepire a livello nazionale la disciplina Iva prevista dalla direttiva Ue 2006/112/CE che considera 'neutrali' ai fini Iva le prestazioni di servizi infragruppo, evitando così distorsioni nella concorrenza. Infine bisogna mettere mano -dice l’Abi- anche al tema lavoro procedendo a una rapida attuazione delle deleghe legislative previste dal Protocollo sul welfare, modernizzando le relazioni sindacali e i sistemi di protezione sociale, promuovendo l'inclusione sociale e alleggerendo ulteriormente il cuneo fiscale e contributivo.
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