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Confcommercio lancia un allarme: è in corso una dinamica recessiva, con i consumi in frenata e un aumento dei prezzi. Federconsumatori che invita quindi i commercianti ad essere ''coerenti con le regole di mercato'' e a ridurre i prezzi almeno del 15%
A fronte di consumi ancora in frenata per il quarto mese consecutivo (una dinamica che non si presentava da tre anni) la Confcommercio non esita a lanciare l'allarme recessione. C'è, dice infatti l'organizzazione di rappresentanza del commercio, turismo e servizi, “la concreta possibilità di dinamiche recessive nei prossimi mesi". L'indicatore dei consumi messo a punto dall'ufficio studi dell'associazione segnala per febbraio un calo tendenziale delle quantità dei consumi dello 0,5% che si aggiunge ai ribassi che si sono susseguiti dallo scorso novembre.Continua invece il rialzo dei prezzi che, anche per l'indicatore di Confcommercio, a febbraio sono cresciuti del 2,7% per effetto di un rialzo dei beni del 3,4% e dei servizi dell'1%. I rialzi, osserva la Confcommercio, scontano le tensioni sui beni alimentari ed energetici che determinano infatti un’accelerazione più marcata sui beni piuttosto che sui servizi. Lo stesso indice in termini di valore mostra invece per febbraio una crescita tendenziale del 2,1%, comprensiva di un rialzo dell'1,5% dei beni e del 3,7% dei servizi. Per l'indicatore dei consumi in quantità, invece, il calo di mezzo punto percentuale della domanda deriva da un calo dell' 1,9% dei beni rispetto all'analogo mese del 2007, a cui si contrappone invece una crescita per i servizi del 2,7%. La debolezza della domanda per consumi da parte delle famiglie, si legge, “continua a condizionare le dinamiche produttive interne" tanto che a febbraio, dopo il rimbalzo a gennaio, la produzione industriale è tornata a calare. Sul calo dei consumi il ridimensionamento della domanda mostra valori “decisamente preoccupanti" per i settori connessi alla mobilità e ai beni e servizi ricreativi mentre solo per i beni e servizi per le comunicazioni la domanda continua a evidenziare una tendenza “decisamente espansiva". Meno richiesta per automobili, libri, cinema, calzature e anche meno prodotti nella busta della spesa: “non c'è da sorprendersi visti i continui rincari a cui le famiglie italiane devono far fronte" dice la Federconsumatori che invita quindi i commercianti a essere “coerenti con le regole di mercato" e a ridurre i prezzi almeno del 15%. E' questa, dice il presidente dell'organizzazione, Rosario Trefiletti, “l’unica via d'uscita per ridare fiato alla domanda" ed evitare quella che anche per un’altra associazione di consumatori, l'Adoc, è una situazione “ai limiti della recessione". Nel dettaglio dei dati forniti dalla Confcommercio risulta che la domanda di motocicli, automobili, carburanti è calata del 4% in un anno mentre anche per cinema, sport, libri e giocattoli, le famiglie italiane continuano a spendere sempre di meno: l’evoluzione di questo comparto è “pesantemente riflessiva", con una flessione del 3,8%. Le famiglie italiane risparmiano anche su abbigliamento e comprano meno scarpe: -2,2% il dato di febbraio. Infine, la domanda per i prodotti alimentari e i tabacchi, in linea con la tendenza che caratterizza da alcuni mesi questo settore, ha mostrato “un'evoluzione negativa", con una riduzione, rispetto a febbraio dello scorso anno, “delle quantità acquistate dell'1,8% (-3,6% a gennaio)". Si salvano soltanto i beni e i servizi per le comunicazioni: la domanda relativa a questi prodotti si è confermata, anche a febbraio 2008, “la componente più dinamica" della spesa reale delle famiglie, con una variazione dei volumi acquistati del +8,1%. Questa evoluzione è dovuta in larga parte alla componente relativa ai servizi.
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