Per l’Unione Piloti nebbie su Alitalia dopo il 2010 PDF Stampa E-mail
martedì 15 aprile 2008

Alitalia Unione Pilota 2010

Per l'Unione piloti la proposta Air France-Klm non disegna il futuro di Alitalia nell'interesse della mobilità del Paese e della sopravvivenza dell'azienda stessa dopo il 2010. Una proposta di imprenditori italiani potrebbe rappresentare uno stimolo a migliorare quella di Air France-Klm

L'Unione piloti è “cosciente che a oggi quella presentata da Air France-Klm è l'unica proposta concreta per l'acquisizione di Alitalia" ma “la mancanza di un confronto serio nasconde una trattativa orientata verso un solo competitor il quale, alla luce dei riscontri odierni, sembra  disegnare il futuro di Alitalia non certo nell'interesse della mobilità del Paese e della sopravvivenza dell'azienda stessa dopo il 2010".

L'associazione dei piloti, inoltre, si “rammarica che l'imprenditoria italiana non presenti un piano industriale caratterizzato da forti linee strategiche, accompagnato da capacità manageriali e inoculato di denaro anche europeo che possa lasciare la nostra compagnia di bandiera in Italia". In una nota, Up critica che “il Governo ha reso Air France-Klm esclusivista di una trattativa, nata con contorni poco delineati e cresciuta con un coinvolgimento molto sfumato delle rappresentanze sindacali" e osserva che “la gestione delle relazioni industriali da parte di Alitalia ha negativamente contribuito a renderci oggi solo spettatori di un piano di rilancio pittoresco e dai risvolti artistici perchè, così come attualmente concepito, sposterà il nostro turismo, soprattutto quello asiatico in forte crescita, a viaggiare auspicabilmente con Alitalia ma promuovendo una visita a Louvre o magari un soggiorno low-cost a Paris".

Un'alternativa fatta da imprenditori italiani, secondo l'Up “potrebbe rappresentare uno stimolo a migliorare quanto proposto e pensato per Alitalia da parte di Air France-Klm. Amareggia e ci addolora immaginare che non ci siano le volontà di trovare le risorse idonee nel nostro Paese, eppure pezzi industriali della Nazione con sacrificio hanno avuto una ripresa economica grazie alla volontà di non svendere rami di aziende italiane all’estero".




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