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Si intitola "Il mercato dell'usura: un bilancio dopo l'approvazione della nuova legge" ed è una ricerca condotta dalla Camera di Commercio di Milano compiuta sull'area provinciale nel triennio 1999-2002.
E questi sono i risultati del rapporto: gli usurai accertati - siano essi "autonomi" o facenti parte di piccoli gruppi - sono 35. Sono colpevoli di usura, estorsione, esercizio abusivo di attività finanziaria, truffa o lesione personale; il reato più diffuso è proprio l'usura (usura 20%, usura continuata 25,7%, continuata in concorso 11,4%, in concorso ed esercizio abusivo di attività finanziaria in concorso 8,6%). Le vittime sono 64; due le macro categorie di motivazioni che le hanno spinte verso gli usurai. La prima comprende necessità urgenti di denaro per motivi personali o legati alla vita familiare (per esempio per sostenere spese mediche o altri imprevisti), mentre la seconda investe artigiani, commercianti o piccoli imprenditori in crisi di liquidità, il più delle volte dovuta a investimenti troppo onerosi, mancati pagamenti da parte dei debitori, crisi di settore e conseguente riduzione del guadagno, perdite per truffe o furti. A queste categorie di persone vanno anche aggiunti coloro che contraggono debiti a causa del vizio del gioco. In genere, chi ricorre agli usurai si è visto negare crediti legali a causa di mancanza di garanzie o perché già troppo indebitati con le banche. Infine, dalla ricerca emerge che su 69 procedimenti 14 sono stati interrotti per infondatezza di accuse o difficoltà a reperire prove. Il rito più usato è quello ordinario (69,1%), seguito dal patteggiamento (18,2%) e dal rito abbreviato (12,7%).
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