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A due anni dall'entrata in vigore del decreto Bersani le liberalizzazioni che hanno interessato taxi, assicurazioni e servizi professionali hanno fatto fiasco. E' quanto sostengono le associazioni dei consumatori
A due anni dall'entrata in vigore del decreto Bersani le liberalizzazioni che hanno interessato taxi, assicurazioni e servizi professionali hanno fatto fiasco. E' quanto sostengono le associazioni dei consumatori, sottolineando che, riguardo ai taxi, “le amministrazioni locali non hanno avuto il coraggio di seguire Bersani fino in fondo". “Per il cittadino le cose non sono cambiate di molto nemmeno nello studio del commercialista o in quello dell'avvocato", ha spiegato il presidente Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, nel corso di una conferenza stampa su “Mercato liberalizzato, cos'è cambiato per i cittadini dopo il decreto Bersani". In base ai dati raccolti dalle associazioni dei consumatori nemmeno il settore bancario e quello assicurativo hanno risposto in pieno alle attese: “La stessa portabilità dei mutui a costo zero -ha detto il presidente del Movimento di Difesa del Cittadino, Antonio Longo- non è decollata, come non si è affermata la figura dell'agente plurimandatario". Inoltre, dall’Ania è appena arrivato, secondo Longo, “un pessimo segnale: a nemmeno ventiquattro ore dalle elezioni, il suo presidente Fabio Cerchiai ha chiesto al prossimo governo Berlusconi di cancellare il decreto Bersani". Le sei associazioni del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli utenti (Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori) chiedono invece al prossimo governo di non toccare il pacchetto Bersani, anzi, “la strada delle liberalizzazioni intrapresa dal ministro Pierluigi Bersani deve essere valorizzata, perchè non siano vanificati i benefici che i cittadini hanno ottenuto con queste riforme". “Chiediamo -è l'appello che lanciano le associazioni- che il nuovo Governo non ceda alle resistenze e agli interessi corporativi di alcune lobbies, che rappresentano un grave passo indietro verso la tutela dei diritti dei cittadini".
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