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A Milano liberalizzazione di bar e ristoranti |
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mercoledì 07 maggio 2008 |
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Un provvedimento comunale che supera la vigente ordinanza che vincolava la concessione di nuove licenze a rigidi criteri, ma inserendo però alcuni vincoli, legati alla presenza di parcheggi e al rispetto della quiete pubblica
La Giunta del Comune di Milano ha mosso un primo passo verso la liberalizzazione delle licenze di bar e ristoranti in città grazie all’approvazione di una delibera su cui dovrà ora pronunciarsi il consiglio che recepisce così le “lenzuolate" dell'ex ministro alle Attività Produttive Pierluigi Bersani, correggendole però con alcuni vincoli, legati alla presenza di parcheggi e al rispetto della quiete pubblica. Dopo un tormentato iter burocratico, sul quale hanno influito le resistenze degli esercenti e un pronunciamento del Consiglio di Stato a favore dell’attuale regime protezionistico, l’assessore alle Attività Produttive Tiziana Maiolo è riuscita a far approvare dalla giunta un provvedimento che supera la vigente ordinanza che vincolava la concessione di nuove licenze a rigidi criteri legati alle specificità dei quartieri e al numero dei residenti e dei city user.Di fatto la nuova delibera consentirà a tutti coloro che hanno i requisiti igienico-sanitari di poter aprire un'attività di ristorazione, purchè assicurino un numero congruo di posti auto per dipendenti e clienti e il loro esercizio sia a una debita distanza da luoghi sensibili come chiese, ospedali e palazzi storici. Nello specifico ogni barista o ristoratore dovrà garantire un posto auto ogni 25 mq del proprio locale (le uniche deroghe valgono per le botteghe storiche e per quelle attività che si trovano in aree pedonali oppure a una distanza non superiore ai 150 metri dalla fermata della metropolitana o da un parcheggio pubblico) e una distanza minima di 150 metri da luoghi di cura e di riposo, chiese e oratori e immobili pubblici di interesse culturale. “E' un provvedimento equilibrato -ha affermato l'assessore Maiolo- perché da un lato afferma il giusto principio del libero mercato, ma dall'altro pone quei doverosi vincoli che eviteranno l'apertura selvaggia delle attività".
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