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Le previsioni sono contenute ma pur sempre rosee: nel 2005 quasi 92mila sono i posti di lavoro programmati, con Lombardia, Lazio e Campania che, da sole, produrranno oltre trentamila nuovi posti di lavoro.
Ad affermarlo è Excelsior, il sistema realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro che sonda le previsioni di assunzioni e i fabbisogni professionali delle imprese italiane (consultabile all'indirizzo Internet http://excelsior.unioncamere.net). Rispetto all'anno scorso il tasso di crescita dell'occupazione è un po' più basso (+0,9% contro +1,3%). I nuovi dipendenti saranno quindi 647mila (il saldo di 92.470 unità è dato dalla differenza tra le 647.740 entrate e le 555.260 uscite), il 52,9% dei quali lavorerà al Nord e, nel 59,9% dei casi, in imprese di servizi. La crescita maggiore dell'occupazione si aspetta nel Mezzogiorno (+1,7%). A livello nazionale, le imprese piccole, con meno di dieci dipendenti, sono quelle che offriranno più posti di lavoro (+2,8%, +0,7% le aziende con meno di cinquanta dipendenti), mentre le grandi, oltre 250 dipendenti, scendono a -0,4%. I tre settori più "scoperti" in cerca di forza lavoro sono, nell'ordine, edilizia, commercio e turismo. Le figure da introdurre vanno cercate tra i laureati e - novità - tra i diplomati (217.610 le assunzioni previste quest'anno contro le 199mila del 2004). A proposito di lauree, pare che la laurea breve incontri solo il 16,8% della domanda mentre quella quinquennale, o più, è richiesta per il 57,7%. In generale, in crescita risulta essere la richiesta di tecnici e, al contrario, in calo sarebbe il numero di operai. Diminuisce anche nel 2005 la quota di assunzioni ritenute di difficile reperimento (saranno il 32,2% quest'anno, a fronte del 36,8% del 2004 e del 41% del 2003), anche per effetto di una più contenuta domanda di lavoro. Dovrebbe aumentare, invece, la percentuale di neo-assunti da indirizzare verso iniziative di formazione post-entry. Infine, il capitolo extra comunitari: quest'anno le imprese prevedono di assumerne tra le 122mila e le 183mila persone, pari al massimo al 28,2% del totale delle assunzioni; meno del 2004.
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