Report Bancomail su e-mail aziendali PDF Stampa E-mail
venerdì 16 maggio 2008

Bancomail 2° Report diffusione email aziende Italia

Pubblicato il secondo report Bancomail sull'email marketing B2B. Lo studio è stato condotto su un campione molto vasto (123.526 aziende) e analizza in profondità la diffusione dei vari provider di email presso le aziende Italiane

Telecom, Libero-Wind e Tiscali monopolizzano, in pratica, il mercato con una percentuale di diffusione dell'87,5% mentre i giganti americani del Web ottengono percentuali risibili con Yahoo all’1,57% e Microsoft al 2,24% mentre Google-Gmail è, di fatto, inesistente (0,2%) nonostante dotazioni tecniche fornite da ognuno dei tre sarebbero decisamente appetibili.

Un caso di 'campanilismo' degli imprenditori italiani? Sicuramente no. Più probabile una carenza di comunicazione. Il campione di aziende analizzate è molto ampio (123.526 imprese). La prima considerazione fra tutte è lo 'strapotere' di 2 provider sul resto della concorrenza. Il gruppo Telecom (alice, tin, virgilio etc.) e il gruppo Libero-Wind detengono, da soli, il 71,7% del mercato (88.598 aziende). Il terzo provider che ha una presenza significativa è Tiscali, che si attesta (con 19.532 aziende) al 15,8%. Il restante mercato è molto parcellizzato.

Fastweb, la cui forte penetrazione commerciale come provider di connettività potrebbe far supporre una maggiore presenza, si attesta ad un deludente 1,06% (1.314 aziende). Microsoft e Yahoo, due colossi del WEB mondiale, dimostrano anche loro uno scarso appeal ottenendo rispettivamente il 2,24 e l'1,57%. Ancora più sorprendente è il risultato di Google Gmail che si ferma a 246 aziende che equivalgono allo 0,2%. A quanto pare, la grande e completa dotazione di servizi gratuiti ed innovativi, non basta a convincere l'imprenditore a cambiare provider.

La ricerca evidenzia che chi è arrivato prima sul mercato, fornendo e-mail gratuite (o legate alla fornitura di connettività) ha coperto quasi per intero la domanda. Telecom, Libero e Tiscali rappresentano l'87,5% del campione. I colossi d’oltreoceano (Microsoft, Yahoo e Google), nonostante l'ampia gamma di servizi e la competitività degli strumenti offerti, non riescono ad imporsi. Probabilmente la comunicazione promozionale del servizio di posta è stata rivolta prevalentemente 'lato consumer', trascurando il 'lato business'.

E’ chiaro che per convincere questa tipologia di imprese (già intrinsecamente critici, in quanto non utilizzatrici di e-mail di dominio) a cambiare provider, fugando i dubbi sulla perdita di contatti (legati all'abbandono del 'vecchio' indirizzo e-mail) occorre molto di più che dei semplici comunicati stampa e/o del marketing virale.




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