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Per il Censis il traffico nei porti è in crescita con un più 50% di container dal 2000. Gli obiettivi: nuove risorse, evitare la guerra tra i porti, semplificare le procedure, decongestionare i contesti urbani, creare una rete di interporti e completare il processo di autonomia delle autorità portuali
Una nuova legge-quadro per rilanciare il sistema nazionale dei porti. L’annuncio arriva dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli. “Il recupero della competitività dei porti è una scommessa per l’azione di governo" ha detto il ministro parlando al 'Port day', convegno promosso da Assoporti. L’obiettivo indicato da Matteoli è quello di avere “porti efficienti e competitivi con gli scali del Nord Europa". Per questo occorre realizzare le necessarie infrastrutture e sul reperimento e l’investimento delle risorse “il governo gioca la sua partita" ha aggiunto. La filosofia della legge del ‘94 di riforma del settore “era condivisibile -ha detto Matteoli- ma poi la normativa è stata sottoposta a modifiche e quindi si è persa quella filosofia che io consideravo buona". Sei i punti indicati dal ministro quali basi di rilancio della portualita': convogliare risorse consistenti pubblico-private per le opere necessarie da realizzare con certezza di tempi e costi; evitare la guerra tra i singoli porti i quali devono invece fare squadra; semplificare le procedure di sdoganamento e ridurre i tempi di stazionamento delle merci nelle aree portuali; decongestionare i contesti urbani; creare una rete di interporti per facilitare lo scambio delle merci; completare il processo di autonomia finanziaria delle autorità portuali accrescendo tuttavia il coordinamento a livello centrale. Un piano articolato da affiancare tuttavia alla “semplificazione delle procedure amministrative". Il ministro ha tra l’altro indicato la necessità di puntare sull’intermodalità e di proseguire nell'impulso alle autostrade del mare, anche per arginare l’impatto ambientale del trasporto si strada. Tra il 2000 e il 2006, pur a fronte di una stagnazione della congiuntura economica, il traffico merci nei principali porti italiani è aumentato del 15,7%, i container movimentati del 39,7%, il trasporto passeggeri del 13,2%. Sono i dati presentati dal Censis nel corso del convegno. Nel 2007 la movimentazione container è cresciuta ancora a quota 10,6 milioni di teu (+49,9% rispetto al 2000). Oltre a essere un comparto industriale in sè, evidenzia il Censis, il sistema portuale costituisce una rete di nodi primari della filiera logistica italiana. “Affiché l'Italia possa esercitare appieno il ruolo di piattaforma logistica dell’Europa centro-meridionale -ha detto il direttore del Censis, Giuseppe Roma- si pone la necessità di attivare rapidamente adeguati investimenti e politiche nazionali di rilancio della portualità". Sempre secondo il Censis, i porti 'valgono' 21 miliardi di euro, 7.000 imprese e 105.000 occupati. Il settore portuale italiano genera un contributo al Pil di 6,8 miliardi di euro. In termini fiscali nel 2006 gli scali marittimi hanno fatto affluire nelle casse dello Stato circa 150 milioni di euro a cui si sommano Iva, accise, dazi di varia natura. Gli importi di pertinenza delle autorità portuali sono stati circa 86 milioni di euro.
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