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Crai in Cina, Gdo italiana sfida giganti stranieri |
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lunedì 09 giugno 2008 |
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Crai, la cooperativa composta da circa tremila punti vendita di affiliati e uno dei pochi operatori della grande distribuzione italiana tutta nazionale ha dato il via a un’operazione per realizzare quattro negozi-bandiera nelle principali città cinesi
Crai, la cooperativa composta da circa tremila punti vendita di proprietà di 1.325 affiliati, ha inaugurato un’operazione il cui scopo è quello di realizzare quattro negozi bandiera nelle principali città cinesi. Secondo quanto si apprende dalla testata VELINO che ha intervistato Emanuele Plata, amministratore delegato della Trading agroCrai, la società per azioni costituita dalla cooperativa per esportare in Cina i sapori italiani, non si tratterà di negozi, ma di veri e propri centri commerciali dell’agroalimentare italiano da 3.200 metri quadrati ciascuno. A fare parte della società anche la Secom, il Consorzio Grana Padano, Cavit, Conserve Italia, San Daniele service e i Frantoi artigiani italiani dell’Associazione italiana frantonai oleari (Aifo). La Crai rappresenta uno dei pochi operatori della grande distribuzione italiana tutta nazionale. E’ presente in Ticino con 135 punti vendita e a Malta con cento negozi. “Vogliamo dare vita in Cina a dei veri e propri ‘full center’ dove si possano trovare tutte le specialità italiane Dop contenute nella linea premium Piaceri Italiani Crai. Entro il 2010 contiamo di realizzare altri tre punti vendita da tremila metri quadrati ciascuno nelle città di Shangai, Tiaanjim e Hangzhou", riporta il Velino nel lungo colloquio con Plata. L’investimento complessivo è stimato in 9 milioni di euro e una volta messi a regime i quattro punti vendita si immagina un fatturato di 35-40 milioni di euro. Dall’Italia saranno importati al 40% alimentari confezionati, al 30% formaggi e prosciutti, al 20% vini e al 10% olio di oliva.
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