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L'Ascom punta la sua lente d'ingrandimento su Torino e sugli acquisti.
Con l'ottavo "Osservatorio sulle spese delle famiglie torinesi", infatti, l'Associazione provinciale dei commercianti ha "scoperto" che nel 2004 a Torino e provincia c'è più gente che preferisce comprare a rate rispetto alla media regionale (rispettivamente 22% e 17,8%), che il 31% delle famiglie preferisce usare prodotti equosolidali, che il 36% compra biologico e che il 7% si affida a Internet quale canale di vendita preferito (soprattutto per quanto riguarda biglietti aerei, cd e libri). Ma veniamo al tipo di consumi: per i torinesi la spesa alimentare costituisce il 14-15% sui consumi totali, in altre parole una famiglia spende circa 350 euro al mese per il cibo - un quarto dei quali si riferisce a carni e salumi di qualità inferiore rispetto agli anni precedenti - con un aumento di 35 euro sul 2003. Il restante 85% va, ovviamente, nelle spese non alimentari: 2.030 euro al mese per famiglia con un aumento di 180-190 euro sul 2003. Di questi, una percentuale pari al 32 è destinata all'abitazione; il 23% va in spese di trasporti e comunicazioni; in medicine, dottori e più in generale in spese mediche viene "devoluto" tra il 4 e il 6%; il tempo libero e gli hobby coprono una fetta di acquisti pari al 6% ossia 118 euro al mese; mentre per vestiti le famiglie di Torino e provincia spendono 87 euro (meno rispetto a un anno fa, quando nei negozi di abiti lasciavano 103 euro/mese). Secondo l'indice di risparmio - rileva l'Osservatorio - un single spende il 32% in più se rapportato a chi vive in coppia.
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