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Troppi aumenti nel turismo, serve chiarezza |
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mercoledì 02 luglio 2008 |
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Per Assotravel non è più sostenibile “la pioggia di integrazioni" che -per il caro cherosene- i consumatori devono versare presso le agenzie di viaggio, su indicazione dei tour operator, per le prossime partenze relativamente a pacchetti acquistati anche due o tre mesi fa"
Il tema degli adeguamenti carburante “senza limiti" applicati in queste settimane da parte dei tour operator a seguito della crescita del prezzo del petrolio e degli aumenti operati dai vettori aerei, il conseguente danno d’immagine per tutto il settore e per le agenzie di viaggio in particolare e l’imprescindibile esigenza di regolamentare quest’area del mercato: di questo parla il presidente di Confindustria Assotravel, Associazione nazionale delle agenzie di viaggio e turismo, Andrea Giannetti che sottopone il problema all’attenzione del sottosegretario Michela Brambilla.“La pioggia di integrazioni che i consumatori devono versare in questi giorni presso le agenzie di viaggio, su indicazione dei tour operator, per le prossime partenze di qui a luglio e agosto e relativamente a pacchetti acquistati anche due o tre mesi fa è un fenomeno non più sostenibile", osserva Giannetti. “In agenzia di viaggio si assiste a volte a più aumenti nel corso del tempo per lo stesso pacchetto, in altri casi l’entità dell’aumento supera i limiti di revisionabilità del prezzo previsti dalla legge (il 10%) lasciando il consumatore di fronte alla scelta se rinunciare alla programmata e agognata vacanza seppur senza penali o accettare incrementi anche di 150/200 euro su pacchetti del valore di 400/500 al momento dell’acquisto. Spesso gli operatori sono in qualche modo “ostaggio" dei vettori aerei ma la situazione non esime dall’esigenza di fare chiarezza e di privilegiare gli operatori corretti".
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