|

Al via in tutta Italia ai saldi, ma secondo le associazioni dei consumatori nelle tasche degli italiani non ci sono soldi da spendere. Da un monitoraggio Codacons la propensione all’acquisto è crollata del 15%
La stagione dei saldi entra nel vivo, ma il risparmio pare vincere sull’acquisto anche in questo frangente tradizionalmente favorevole ai consumatori. L’arrivo nelle vetrine della merce in offerta coincide con una fase tutt’altro che facile per le tasche delle famiglie, soffocate dal potere d'acquisto in caduta libera e dall’impennata dei prezzi, con un’inflazione che si avvicina pericolosamente al 4%. Confcommercio stima che il giro d’affari complessivo dei saldi estivi sarà di 4 miliardi di euro. Ma l’organizzazione sa anche che il settore del commercio è alle prese con una forte crisi dei consumi, precipitati a maggio del 2,7%.A Roma la sensazione generale è che nell’aria ci sia poca voglia di spendere e che la crisi si faccia sentire. Nel capoluogo lombardo invece l’affluenza nei negozi è stata piuttosto alta, in particolare nelle boutique delle grandi griffe situate nelle vie del quadrilatero della moda. Tra gli acquirenti anche molti turisti e persone arrivate appositamente da altre città del nord con l’obiettivo di portarsi a casa un capo firmato spendendo il 30, il 40 anche il 50% in meno. Altra musica nella capitale dove i saldi sono partiti decisamente in salita. Strade dello shopping quasi vuote, niente serpentoni di americani e giapponesi in fila davanti alle vetrine di via Condotti e via Frattina, dove si concentrano i negozi dei grandi marchi. L’euro forte contro dollaro e yen rende molto sfavorevole il cambio e gioca la sua parte. In base al monitoraggio del Codacons il numero di cittadini in giro per negozi o nei centri commerciali è diminuito di circa il 10% rispetto i saldi estivi del 2007, mentre la propensione all’acquisto è crollata del 15%. A Napoli, dove i saldi sono partiti a rilento il 2 luglio, i commercianti non sperano di ottenere molto dalle vendite a prezzi ridotti. Anche perchè, dicono, devono rifarsi di una stagione primavera-estate che ha visto un calo di fatturato medio del 20%, con punte del 30-40%. Ripianare questa perdita, quindi, non sarà facile.
|