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Adoc registra una flessione del 20% negli acquisti di saldo rispetto al 2007. Molte anche le irregolartià dei commercianti, sempre secondo l’associazione. Fare acquisti a saldo è un comportamento che, in periodi difficili, viene accantonato per far spazio ad altre priorità"
Partenza lenta per i saldi estivi che, calcola l’Adoc, hanno registrato una flessione del 20% rispetto al 2007. “Abbiamo registrato una flessione delle vendite del 20% rispetto all’inizio dei saldi dell'estate scorsa -fa sapere Carlo Pileri, presidente dell’Adoc- a soffrire è soprattutto l’abbigliamento di media qualità, in calo di oltre il 35%. La perdita del potere d’acquisto, il carovita e l’assenza di sconti eccezionali hanno costretto una famiglia su tre a rinunciare agli acquisti".“Secondo i nostri dati, le famiglie che hanno acquistato hanno speso circa 70 euro. La situazione non invita all’ottimismo: file ridotte rispetto agli anni passati, si gira molto ma la spesa è limitata. Sono i saldi del vorrei ma non posso". Per Adoc le note dolenti non vengono solo dal calo dei consumi. Secondo l’Associazione un esercizio su cinque presenta irregolarità. “Alcuni prodotti sono stati aumentati di prezzo un giorno prima dei saldi e poi venduti, con sconti fasulli, al prezzo pre-saldo -continua Pileri- vetrine non chiare, divisione delle merci a saldo da quelle a prezzo pieno spesso inesistente, reticenza a cambiare i capi acquistati, anche se fallati e molte etichette palesemente contraffatte". Nel primo weekend di saldi Adoc ha rilevato irregolarità in un locale su cinque. “Solo a Roma, il 30% dei negozi, soprattutto all'interno dei centri commerciali, non rispettava le leggi. Un grave danno per i consumatori e per i commercianti onesti". Secondo l'Adoc consumi in calo anche per le automobili. “Il 40% degli automobilisti non usa più la macchina -conclude Pileri- o la usa solo una volta alla settimana. Il consumo di carburanti è diminuito del 28% rispetto al 2007. I dati sul calo dei consumi, che da mesi stiamo registrando, sono preoccupanti. Non ci meraviglia, con l'attuale situazione di recessione economica, che le famiglie rinuncino all’automobile e a fare acquisti a saldo: sono due beni secondari che, in periodi difficili, vengono accantonati per far spazio ad altre priorità".
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