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I consumatori protestano e chiedono al governo di alleggerire il carico fiscale mentre la benzina, nonostante l’euro forte sul dollaro, si avvicina a quota 1.60 per litro. Attesa per la sterilizzazione dell'Iva e le liberalizzazioni della rete di distribuzione
Il prezzo dei carburanti è arrivato ad un nuovo record, sfiorando 1,6 euro al litro. La benzina sembra diventata quasi un bene di lusso perché sui listini, nonostante il freno del supereuro che pure negli ultimi giorni ha guadagnato terreno sul dollaro, sembrano ripercuotersi quasi in automatico le impennate dei prezzi internazionali del petrolio. Complice l'indebolimento della moneta americana, il greggio è infatti arrivato superare i 147 dollari al barile, in un circolo vizioso che ha mandato a picco le Borse internazionali.Agip, il marchio del gruppo Eni, ha portato sia il prezzo della verde che quello del gasolio, che ormai viaggiano di pari passo, a 1,558 euro al litro, con un incremento di oltre 1 centesimo rispetto ai prezzi consigliati ai gestori solo qualche giorno prima. Il prezzo di un pieno arriva così a 78 euro per un’auto di media cilindrata. In attesa della sterilizzazione dell'Iva, annunciata dal ministro dello Sviluppo Claudio Scajola, e degli auspicati effetti sui prezzi della liberalizzazione della rete di distribuzione, le associazione dei consumatori insorgono per gli ennesimi rincari. Adusbef e Federconsumatori denunciano l'aggravio annuale che pesa sulle tasche degli automobilisti: per i pieni (due al mese) si spendono oltre 310 euro in più all'anno. Le associazioni ritengono dunque che sia venuto il tempo di dire basta ai tentennamenti e chiedono al Governo di bloccare immediatamente il carico fiscale che ha procurato all'erario solo nell'ultimo anno 2,100 miliardi di euro in extragettito. In particolare, i consumatori suggeriscono di bloccare il carico fiscale attraverso la cosiddetta ‘accisa mobile’. È essenziale inoltre vigilare sulla “doppia velocità" del prezzo (troppo rapido a salire quando il petrolio aumenta e troppo lento a diminuire quando le quotazioni del greggio calano) e sul differenziale “esagerato", pari a 4-5 centesimi, tra i nostri prezzi e quelli europei. Il Codacons chiede invece di accelerare subito il processo di apertura delle pompe presso gli ipermercati in tutta Italia.
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