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I supermarket italiani si adeguano alla crisi di portafoglio dei clienti e alle nuove modalità di spesa “selettiva" degli italiani: si punta su prezzi bassi e promozioni. Ma gli italiani sempre più scoprono anche il discount (+13%) oramai sdoganato anche sugli alimntari
La crisi dei consumi arriva anche tra gli scaffali del supermercato. L'impennata dei prezzi non ha infatti lasciato immune la grande distribuzione e per limitare il caro-spesa il consumatore opta ormai per un carrello più leggero. Non potendo rinunciare al cibo gli acquisti diventano anche più attenti e selettivi: per compensare i rincari degli alimentari, infatti, si risparmia su tutto il resto, puntando soprattutto sui prezzi più bassi e sulle promozioni. “La crisi dei consumi c'è ed è evidente", afferma Federdistribuzione, che rappresenta oltre il 70% della realtà della grande distribuzione in Italia: il consumatore -spiega l'organizzazione- compra meno rispetto ad anni fa e questo accade soprattutto per i prodotti non alimentari. Che non sia un momento particolarmente brillante per la grande distribuzione lo conferma anche Romolo De Camillis, direttore retailer della Nielsen, precisando tuttavia che “non è nemmeno così negativo", visto che supermercati e discount, oltre a beneficiare della situazione un pò critica dei negozi tradizionali, possono anche offrire al consumatore ampie possibilità per risparmiare. Comunque, se il fatturato della grande distribuzione cresce in termini di valore (+4,8% nei primi cinque mesi dell’anno, secondo i dati Nielsen), questo accade soprattutto grazie all'aumento del prezzo dei prodotti, mentre i volumi sono in calo rispetto al passato (+1,8% tra gennaio e maggio). Nel carrello “meno acquisti, ma più ragionati": sembra essere questa la nuova regola dei consumatori italiani. Quello che certo non manca è il cibo, i cui volumi -spiega De Camillis- non si contraggono e -dal momento che per gli alimentari si spende di più per effetto dell'inflazione- in genere si cerca di compensare modulando le scelte. “Non è cambiata drasticamente la struttura dei consumi -aggiunge- Il cambiamento sta nella capacità di variare le proprie scelte". Tutto dipende naturalmente dalle fasce di reddito, ma in media si delinea la tendenza a puntare soprattutto sui prodotti a prezzi più bassi, anche se di marchi meno noti, sui marchi commerciali (che offrono un prezzo del 20% inferiore ai grandi marchi ma la garanzia del marchio del supermercato) e soprattutto sulle promozioni. Di promozioni, in particolare, se ne fanno sempre di più e con percentuali di sconto in continua crescita: ormai circa un quinto (21,3% nel 2007, contro l'8,1% del 2000) del fatturato della grande distribuzione -precisa Federdistribuzione- è generato proprio dalle promozioni. Anche per i marchi commerciali la crescita è in accelerazione (il 16% del totale del venduto, dal 13,9% del 2007). Ma vanno forte anche i prodotti che offrono una componente di servizio, ovvero tutto ciò che è già pronto, dall'insalata in sacchetto ai surgelati in busta ai pasti confezionati del reparto gastronomia. Calano invece, secondo Federdistribuzione, i prodotti della fascia 'prezzo medio', quelli cioè che non hanno una forte identificazione con il marchio. Anche il biologico mostra una flessione e con la crisi in agguato il consumatore a caccia di risparmi sembra aver trovato anche un altro rifugio contro i rincari: il discount, che, conferma Nielsen, è un fenomeno in crescita (tra gennaio e maggio +13,6% rispetto a un anno fa) e dove si acquista ormai ogni tipo di cosa, cibo compreso.
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