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In Veneto una legge sul cibo a km zero |
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martedì 15 luglio 2008 |
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Risparmiare e combattere l'inflazione con cibi locali che non sono sottoposti a intermediazioni e non devono percorrere lunghe distanze per giungere sulla tavola. E’ la legge veneta del cibo a km zero
Il Consiglio regionale del Veneto, per la prima volta in Italia, ha approvato con sostegno trasversale un disegno di legge, meglio noto come 'legge del km zero', presentato da Coldiretti Veneto e sostenuto da 25.000 firme di consumatori a favore della salute dell'ambiente e del risparmio.Mangiare a 'chilometri zero' significa risparmiare e combattere l'inflazione con cibi locali che non sono sottoposti a troppe intermediazioni e non devono percorrere lunghe distanze per giungere sulla tavola (in Italia l'86% delle merci viaggia su gomma, e i costi della logistica incidono anche per un terzo sul prezzo della frutta e della verdura); significa inoltre condurre uno stile di vita attento all'ambiente e restituire un senso alla varietà delle stagioni e dei prodotti che la terra offre. Lo stesso Alan Gore, premio Nobel per la pace, nel suo libro La scomoda verità ha inserito l'acquisto di cibi locali offerti direttamente dagli agricoltori nell'elenco delle cose da fare per contribuire a contrastare il surriscaldamento del pianeta, considerando che un pasto medio percorre più di 1.900 km fra camion, nave e/o aeroplano. Tra gli obiettivi della legge c'è la promozione del partimonio agroalimentare regionale nei pasti di scuole elementari, istituti scolastici superiori, università, ospedali e caserme nella misura del 50 per cento e spazi riservati agli agricoltori nei mercati rionali. Anche alcuni ristoranti hanno aderito all’iniziativa adottando 'menù a km zero' impiegando ricette a base del 30 per cento di specialità provenienti dalle campagne circostanti.
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