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Dal 2004 allo scorso anno i lavoratori precari sono aumentati dell'11,3%, rispetto ad una crescita complessiva dell'occupazione pari al 3,3%. Il lavoro in Italia, secondo i dati Censis-wss, è sempre più precario o in nero
Sempre più precari e in nero. È il poco confortante quadro dell'occupazione italiana tratteggiato dal sondaggio condotto dal Censis per il World Social Summit, che si terrà a settembre organizzato dalla Fondazione Roma, da cui emerge che quasi un italiano su quattro ha un’occupazione a termine o rientra nella platea “molto ampia" del lavoro sommerso. In particolare, si legge nel rapporto, nel 2007 quasi 2,76 milioni di italiani, pari all’11,9% degli occupati, hanno un lavoro a termine, mentre sono quasi tre milioni i lavoratori sommersi, pari al 12% del totale.Nel campo dei lavoratori “atipici", la fanno da padrone quelli stagionali, apprendisti o a tempo determinato (il 9,8%), mentre il 2,1% ha incarichi a progetto. Di fatto lavoratori precari e in nero, se sommati, rappresentano circa il 24% dell'occupazione complessiva in Italia. “E le dimensioni -spiega il rapporto- appaiono in prospettiva destinate a crescere ulteriormente considerato che sono proprio i settori a maggiore spinta occupazionale, servizi e terziario in primis, quelli in cui i fenomeni in questione appaiono più significativi". Dal 2004 allo scorso anno i lavoratori precari sono aumentati dell'11,3%, rispetto ad una crescita complessiva dell'occupazione pari al 3,3%.
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