Saldi a picco, in Italia si tira la cinghia PDF Stampa E-mail
mercoledì 23 luglio 2008

saldi picco 2008

Calo delle vendite in sei negozi su dieci. Le famiglie italiane tagliano anche su cibo, vacanze e auto. Un ritratto da austerity per l’Italia dell’estate 2008. Le indagini delle associazioni, settore per settore, non riscontrano nulla di buono

L'Italia stringe la cinghia, compra poco anche in saldo, va sempre meno in vacanza, rinuncia sempre più spesso al ristorante, riduce l'uso dell'automobile anche rinviando l’acquisto di un modello nuovo e, soprattutto, taglia su beni di consumo primari come il cibo. È uno scenario da austerity quello che emerge in queste prime settimane d'estate, con petrolio e benzina che spingono l'inflazione e consumi sempre più al lumicino.

Le prime settimane di saldi lasciano l'amaro in bocca a oltre la metà dei commercianti, perchè rispetto allo scorso anno le vendite sono diminuite in quasi sei negozi su dieci. A dirsi soddisfatto delle vendite, secondo un'indagine di Confcommercio, è infatti poco meno del 10%, mentre il 57,8% dei negozianti ha rilevato una flessione rispetto ai saldi estivi dello scorso anno.

Secondo le stime dell'Ismea nella prima metà del 2008 sono diminuiti i consumi di carne bovina (3,0%), prodotti frutticoli (-2,6% frutta e agrumi) e olio d'oliva (-2,8%), mentre si segnalano flessioni più contenute per carne suina e salumi (-0,4%), prodotti ittici (-0,8%), ortaggi (-0,8%), vini e spumanti (-0,9%). In controtendenza aumenta la spesa per prodotti biologici, che ha fatto segnare nel 2007 una crescita del 10% rispetto al 2006. Si risparmia anche al ristorante a consultare l'ultimo sondaggio della Fipe: il 44% dei consumatori non è andato neppure una volta a mangiare fuori nell'ultimo mese: il 24,5% è riuscito ad andarci una volta. La frequenza in ogni caso è diminuita rispetto allo scorso anno e per il 24,5% la spiegazione è semplice: 'ho meno soldi'. 

Per il 2008 è oramai assodato un calo dei vacanzieri. Il dato è di Federalberghi secondo cui chi riuscirà a partire dovrà comunque rinunciare a qualche giorno al sole, visto che la durata della villeggiatura scenderà dai classici 15 a 12 giorni. A pesare sono i prezzi in aumento, a cominciare da quelli per il viaggio, visto il rincaro del greggio: la spesa stimata per la vacanza estiva principale sara' infatti di 861 euro, contro gli 825 del 2007. Rimarranno a casa 22,8 milioni di italiani, rispetto ai 23,9 milioni dello scorso anno. Nel 45% dei casi non si muoveranno per motivi economici, per il 18,1% per motivi di salute, per il 16,9% per motivi familiari ed il 13,6% per impegni di lavoro.

Anche l'equazione single uguale spendaccione non vale più: anche i cuori solitari pensano soprattutto al futuro e sanno tagliare le spese. Un sondaggio di FriendScout24 (portale di incontri) rivela che solo il 12% degli intervistati dichiara di non risparmiare su nulla. Tutti gli altri si rivelano accorte formiche e tagliano soprattutto, in ordine, abbigliamento, parrucchiere ed estetista, palestra. Nell'elenco dei sacrifici, c'è poi la rinuncia al ristorante e la riduzione delle spese telefoniche.




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