|

Nelle aziende italiane, a quanto risulta da un’indagine Gidp-Hrda uno stage su due si trasforma in assunzione. Le imprese preferiscono candidati con lauree triennali
Tirocini e stage sempre più alla base del percorso professionale dei giovani italiani. E' quanto dimostra l'indagine Stage 2008 di Gidp-Hrda, l'associazione direttori risorse umane, che ha sottoposto a un campione di 129 direttori del personale di società medio-grandi alcuni questionari sulle modalità contrattuali con cui i neolaureati accedono nelle aziende. L'86,8% delle imprese propone ai neolaureati, prima di procedere all'assunzione, un contratto di stage. Della durata media di sei mesi, il percorso formativo all'interno delle aziende, una volta concluso, porta all'inserimento nell'organico di circa un neolaureato su due. Quasi la metà delle aziende, quindi, forma stagisti e tirocinanti per poi riconfermarli.Ad avere più possibilità di inserimento sono i giovani in possesso di una laurea triennale (44,3%), seguono le lauree specialistiche e del vecchio ordinamento (40,5%). Fasi successive del percorso aziendale dei neolaureati sono i contratti a tempo determinato (20,2% per le triennali, e 21,4% per specialistiche o vecchi ordinamenti), seguiti dai contratti di inserimento (8,9% e 11,7%) e, in ultimo da quelli a tempo indeterminato (8,4% e 10,8%). L'indagine, come sottolinea il presidente dell'associazione, Paolo Citterio, rileva anche un “aumento, seppur lieve, dell'emolumento erogato per compensare lo stage, pari a 621 euro netti". Il 60,5% delle aziende campionate, infatti, compensa gli stagisti con una somma che oscilla tra i 500 e i 900 euro, a fronte dell'11,6% che non supera i 400 euro. Stessa percentuale per le aziende 'virtuose' che premiano i neolaureati con compensi pari o addirittura superiori ai 1.000 euro, a cui però fanno da contraltare le aziende che non garantiscono rimborsi (3,9%).
|