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martedì 29 luglio 2008 |
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Il turismo è in crisi anche in Sardegna: “è il momento di cercare con operazioni di marketing, sconti e promozioni di recuperare per i mesi di agosto e settembre" dice il segretario della Confesercenti regionale Carlo Abis
Gli operatori turistici si giocano tutto ad agosto perché se da una parte la Sardegna rimane una delle mete preferite per le vacanze, dall’altra è innegabile che la crisi dei consumi si faccia sentire anche nel turismo dell’isola. Gli italiani spendono meno, gli alberghi dell'isola registrano un calo di presenze (circa il 10%) rispetto allo scorso anno, a tutto vantaggio di bed&breakfast, agriturismi, campeggi e case in affitto.Gli arrivi però si intensificano. Navi e aerei hanno viaggiato a pieno carico nell’ultimo fine settimana di luglio sbarcando in Sardegna migliaia di turisti. “E' questo il momento di cercare con operazioni di marketing, sconti e promozioni di recuperare per i mesi di agosto e settembre", dice il segretario della Confesercenti regionale Carlo Abis che con la sua organizzazione sta monitorando i flussi turistici dell'isola attraverso le aziende del settore ricettivo. “Stanno peggio -precisa- le aree tradizionalmente piè deboli sul piano infrastrutturale e dei servizi turistici, come il Sulcis-Iglesiente, l'Oristanese e le zone del nuorese. Ma anche le zone storicamente più forti del Nord e quelle del Sud Sardegna segnalano una contrazione nelle presenze e nei volumi d'affari". Dall'indagine di Confesercenti, seppure ancora parziale, risultano in calo sia gli italiani che gli stranieri, “nonostante -sottolinea Abis- gli sforzi fatti dalla Regione Sardegna per incrementare i voli low cost e charter". Per gli operatori del settore ci sono pochi dubbi sulle cause, individuatenella crisi dei redditi familiari, nel caro petrolio e nella crisi economica internazionale che scoraggia i viaggi.
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