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Firmato l’accordo per le Cooperative |
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giovedì 31 luglio 2008 |
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Firmato l’accordo per le Cooperative con un aumento di 150 euro. Per Filcams-Cgil l’intesa è stata unitaria e senza scambi impropri
Firmata tra sindacati e aziende l'ipotesi di accordo sul contratto nazionale delle cooperative di consumo con un aumento salariale di 150 euro. “La firma -afferma il segretario generale della Filcams-Cgil, Ivano Corraini- questa volta è unitaria, contrariamente all'accordo con Confcommercio e Confesercenti, che ha visto la firma separata di Cisl e Uil di categoria". In particolare, per la Filcams è un “buon contratto" perchè l'incremento salariale è “senza scambi impropri" e perchè ci sono un aumento delle ore di part-time da 18 a 20 e la trasformazione a tempo indeterminato dei contratti a termine dopo 36 mesi senza proroghe. “Una misura quest'ultima -sottolinea Corraini- che, insieme all'obbligo di conferma al lavoro del 90% di apprendisti, va in direzione di una riduzione della precarietà e conferma il processo di stabilizzazione del lavoro". La soddisfazione per la Filcams, spiega il segretario generale, è ampia “sia per il risultato complessivo raggiunto in questo contratto sia perchè dei punti negativi che hanno impedito il nostro consenso negli altri due contratti non c'è traccia alcuna. Non c'è traccia dell'allungamento dell'orario di lavoro degli apprendisti, che li discriminava fra di loro e con i lavoratori qualificati". Infatti, l'allungamento di 6 mesi del periodo di apprendistato a salario pieno “ha consentito di introdurre l'anticipazione di un anno della conferma al lavoro, l'elevazione immediata a 1,55% della quota a carico delle imprese per la previdenza integrativa e l'obbligo della conferma al lavoro del 90% degli apprendisti". “Così come non c'è traccia -continua il sindacalista- della normativa che negli altri due contratti separati obbliga nazionalmente al lavoro domenicale gli addetti alla distribuzione". Un tema sul quale la Filcams “ribadisce e conferma con questo contratto che è la contrattazione di secondo livello a definirne le modalità, compresa la volontarietà del lavoratore e il trattamento economico. Il sindacato ricorda come sia questa la prassi consolidata, che non può essere modificata in peggio da normative nazionali o rimettendo in discussioni accordi vigenti". Per la più grande categoria del terziario, conclude Corraini, “si rafforza con questo accordo il punto centrale della contrattazione di secondo livello: la contrattazione dell'organizzazione del lavoro".
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