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28 miliardi di euro all'anno, più di 17 milioni di giornate lavorative perse, pari a circa tre punti del Prodotto Interno Lordo. A tanto ammonta il costo degli infortuni sul lavoro per la finanza pubblica.
Ad affermarlo è il presidente dell'Inail, Vincenzo Mungari, nella relazione annuale in cui sottolinea come "diminuire gli infortuni sul lavoro non è solo un imperativo etico e sociale, ma anche un prioritario e irrinunciabile obiettivo economico. Si impone quindi l'esigenza di rendere permanenti per via legislativa le misure a sostegno della prevenzione". Al riguardo l'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale sottolinea che il programma di incentivazione alla prevenzione fatto per le piccole e medie imprese ha prodotto risultati significativi. A fine 2004 i fondi stanziati da Inail ammontano a circa 310 milioni di euro, di cui 178 milioni per finanziamenti già deliberati, con identificazione dell'impresa da finanziare, e 132 milioni ancora da utilizzare, per i quali sono in corso le procedure di assegnazione alle imprese. Grazie a questi fondi circa un milione di lavoratori è stato formato verso la cultura della sicurezza e 12mila Pmi sono state messe in condizione di migliorare i livelli di protezione in azienda. Nel corso del 2004, poi, l'Inail ha contribuito alle azioni di contrasto al lavoro irregolare: su oltre 33mila aziende ispezionate, sono emersi 24.658 lavoratori in nero e sono stati instaurati 3.875 nuovi rapporti assicurativi per attività mai denunciate, con un accertamento di premi omessi di oltre 120 milioni di euro. Infine, il capitolo autoliquidazione del premio per il quale, secondo l'Istituto, sono stati abbandonati i moduli cartacei da ben il 70% delle imprese.
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