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Nessuna speculazione nei prezzi del settore alimentare: è la posizione Confesercenti. Alla situazione di crisi bisogna comunque fare fronte partendo da una razionalizzazione dell’agricoltura
Sui prezzi del settore alimentare “non ci sono presunte speculazioni" E' quanto sottolineato, in audizione alla Commissione Agricoltura della Camera, dal direttore dell'area commercio di Confesercenti Gaetano Pergamo che ha detto come, nel confronto di costi di filiera, “non si possa paragonare il costo dell'animale vivo con quello del prosciutto di Parma o di San Daniele, senza considerare tutti i costi di lavorazione e la perdita di peso del prodotto". Piuttosto, ha sottolineato ancora Pergamo, “la distribuzione alimentare ha fatto registrare, secondo una elaborazione Confesercenti su dati Eurostat, un dato migliore (+6,1%) nella crescita dei prezzi rispetto agli altri Paesi dell'area euro (+6,4%), nel periodo giugno 2008-giugno 2007".“Ottimo" è stato, a giudizio di Confesercenti, il lavoro fatto col Garante Lirosi, Mr.Prezzi, nel quadro di “efficientizzazione del settore avviato dal decreto Bersani". Ma “in un contesto di calo della spesa della famiglie -ha osservato poi Confesercenti- che segna una crisi evidente in tutti i settori dell'alimentare, con cali di fatturato per le imprese operanti su piccole superfici, quella che va modernizzato è l'agricoltura. Che potrebbe far proprie le attività di raccolta e confezionamento, accorciando una filiera che -ha detto Pergamo- è arretrata. "La colpa di ciò non è del commerciante, ma di chi sta prima. Mentre in una logica di collaborazione, e non di contrapposizione con le organizzazioni agricole, occorre modernizzare logistica e filiera, perché il consumatore abbia il beneficio di prezzi più bassi".
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