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Per il NY Times Napoli punta sulla cultura |
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mercoledì 15 ottobre 2008 |
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Secondo il quotidiano americano stavolta per Napoli la risalita è lunga e difficile. I turisti continuano a snobbare i suoi tesori d'arte, criminalità e disoccupazione non contribuiscono certo a una rinascita: “Oggi Napoli rischia davvero di diventare una città provinciale"
Malinconica, surreale, profondamente colpita dalla 'monnezza'. Questa è la Napoli descritta da il New York Times che fa un ampio ritratto del capoluogo campano ormai uscito dall'ultima crisi-spazzatura. Secondo il quotidiano americano stavolta per Napoli la risalita è lunga e difficile. I turisti continuano a snobbare i suoi tesori d'arte, criminalità e disoccupazione non contribuiscono certo a una rinascita. “Oggi Napoli rischia davvero di diventare una città provinciale, chiusa in sè stessa, una città che produce disoccupazione, violenza, spazzatura", spiega Nicola Spinosa, Soprintendente del Polo Museale Napoletano, al quotidiano americano.Gli fa eco Claudio Velardi, Assessore al Turismo sempre impegnato nel promuovere la sua città natale: “La crisi della 'monnezza' è solo una spia dei reali problemi della città. Dipendiamo dai finanziamenti dello Stato e non facciamo nulla per evitarlo. Fin dai tempi del dominio spagnolo non abbiamo mai avuto una cultura della pubblica amministrazione". Per il New York Times, tuttavia, Napoli non è una città senza speranza. Il carattere dei suoi residenti, l'immenso panorama culturale non sono armi da poco conto, come ha dimostrato l'amministrazione Bassolino capace di valorizzare il patrimonio artistico della città. Come dimostra, nel semi-silenzio della stampa internazionale, il Museo d'Arte Contemporanea, che sta facendo passi da giganti. “I napoletani sono indomabili -spiega il produttore cinematografico Angelo Curti- e sono degli artisti nati. Hanno successo dappertutto, anche nell'hip-hop. E' un po’ come per il traffico: se sai guidare qui, lo sai fare dappertutto".
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