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Il PIL italiano nel terzo trimestre è diminuito dello 0,5% rispetto al trimestre precedente. Lo comunica l'Istat, confermando che l'Italia è ufficialmente in recessione tecnica, visto che per due trimestri consecutivi ha registrato il Pil in calo congiunturale
Il PIL italiano nel terzo trimestre è diminuito dello 0,5% rispetto al trimestre precedente. Lo comunica l'Istat, confermando che l'Italia è ufficialmente in recessione tecnica, visto che per due trimestri consecutivi ha registrato il Pil in calo congiunturale. Il terzo trimestre del 2008 ha avuto tre giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al terzo trimestre del 2007. In termini congiunturali le importazioni di beni e servizi sono diminuite dello 0,5%, il totale delle risorse (Pil e importazioni di beni e servizi) è diminuito dello 0,5%. Dal lato della domanda le esportazioni sono diminuite dell'1,6%, gli investimenti fissi lordi sono diminuiti dell'1,9%, mentre i consumi finali nazionali sono aumentati dello 0,1%. Nell'ambito dei consumi finali, la spesa delle famiglie residenti e quella della pubblica amministrazione e delle istituzioni sociali private sono cresciute entrambe dello 0,1%. La diminuzione degli investimenti, spiega l'istituto di statistica, è stata determinata da un calo del 3,5% degli investimenti in macchine, attrezzature e altri prodotti, del 2,2% negli acquisti di mezzi di trasporto e dello 0,6% degli investimenti in costruzioni. In termini tendenziali, le esportazioni sono diminuite del 3,1%, le importazioni del 3,4%. La spesa delle famiglie residenti è diminuita dello 0,6%, quella delle amministrazioni pubbliche è cresciuta dell'1,1%. La spesa delle famiglie sul territorio nazionale è diminuita, in termini tendenziali, dello 0,7%. Quanto all'analisi settoriale, nel terzo trimestre del 2008 si rilevano andamenti congiunturali positivi del valore aggiunto per il settore del credito, assicurazioni, attività immobiliari e servizi professionali (+0,3%) e per gli altri servizi (+0,2%). Il settore agricolo ha manifestato una flessione del 3,0%, l'industria in senso stretto dell'1,6%, il settore che raggruppa le attività del commercio, alberghi e pubblici esercizi, trasporti e comunicazioni dello 0,9% e le costruzioni dello 0,8%. In termini tendenziali, il valore aggiunto dell'agricoltura è cresciuto del 4,5%, quello dei servizi dello 0,1%. Il valore aggiunto dell'industria in senso stretto è diminuito del 3,9%, quello delle costruzioni dell'1,1%.
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