|
Per Confcommercio nell’alimentare le vendite sono state “positive", nella gdo non c'è stato “nessun calo degli acquisti", la ristorazione ha “sostanzialmente tenuto", come gli orafi. Nell'abbigliamento bene gli accessori e nelle librerie consumi “in linea" con gli anni passati
Nessun crollo dei consumi a Natale e Capodanno: le vendite hanno sostanzialmente tenuto, anche se sono state all'insegna della cautela. Lo evidenzia la Confcommercio, sulla base di un primo monitoraggio. “Si confermano sostanzialmente le previsioni che per un verso smentiscono il crollo dei consumi di questo periodo annunciato da più parti, ma al contempo confermano una sostanziale e profonda debolezza della domanda interna che risente del primo impatto della crisi e soprattutto delle incertezze future circa la sua evoluzione", afferma Confcommercio.Da un primo monitoraggio fatto attraverso il sistema di rilevazione delle Federazioni aderenti a Confcommercio sui consumi di Natale e Capodanno, emerge in particolare che nel dettaglio alimentare le vendite sono state “positive" e al di là delle aspettative, con incrementi intorno al 5%; nella grande distribuzione non c'è stato “nessun calo degli acquisti"; nei mercati si è avuto un “modesto incremento delle vendite"; la ristorazione ha “sostanzialmente tenuto"; nell'abbigliamento sono andati bene gli accessori; “vendite stabili" per gli orafi; e nelle librerie consumi “in linea" con quelli degli anni passati. Ecco come è andata, settore per settore, in base alle rilevazioni di Confcommercio RISTORAZIONE - Smentiti gli allarmi delle associazioni dei consumatori che davano un crollo del 20%. Durante le festività ha sostanzialmente tenuto facendo registrare un lieve calo (-1%), a fronte dei circa 10 milioni di clienti che hanno scelto di festeggiare al ristorante le festività, incoraggiati anche dalle politiche di prezzo della gran parte dei ristoratori che per oltre il 70% ha tenuto i prezzi dello scorso anno mentre il 20% li ha diminuiti ABBIGLIAMENTO - Bene gli accessori di abbigliamento (+2%) mentre per i capispalla si è registrata la consueta stasi in attesa della partenza dei saldi GRANDE DISTRIBUZIONE - Nessun calo. In particolare, si è registrato un andamento positivo per gli alimentari (soprattutto gastronomia, alimentari nazionali e quelli tipici regionali); bene anche gli articoli da regalo in tutti i settori del non alimentare: dall'elettronica ai prodotti per l'arredamento della casa, dagli articoli sportivi alla profumeria e al bricolage. Per i capi di abbigliamento più importanti si preferisce attendere i saldi ALIMENTARE - Positivi e al di là delle aspettative della vigilia i consumi per i negozi tradizionali che hanno fatto registrare incrementi intorno al 5%. Il regalo utile, con i classici cesti natalizi e i cenoni consumati a casa, probabilmente conseguenza del periodo di crisi, ha spinto le vendite dell'intero periodo. Gli esercizi hanno implementato le offerte promozionali, specialmente sui prodotti di qualità, che hanno fatto da volano alle vendite. I MERCATI - Un modesto incremento delle vendite natalizie intorno al 2%. Benino il settore alimentare, in crescita di quasi 5 punti, dove tuttavia la qualità è stata sacrificata alla quantità e dove i generi più acquistati sono stati quelli di natura ordinaria. Molto bene invece -e questo era nelle previsioni- la piccola oggettistica con un aumento delle vendite intorno al 6%. Decollata negli ultimi giorni la vendita dell'intimo e delle piccole confezioni di maglieria. Il periodo è quindi andato decisamente meglio rispetto alle previsioni, anche se lontano dai picchi di qualche anno fa ORAFI - Vendite stabili. Gli acquisti si sono concentrati soprattutto nella fascia alta ed altissima per il comparto della gioielleria, e nell'orologeria di alta gamma, mentre nella fascia bassa grande richiamo per i prodotti di moda con marchio. Fenomeno in crescita le produzioni realizzate su richiesta del cliente o in collaborazione dello stesso. LIBRERIE - Le vendite si sono mantenute in linea con quelle dell'anno precedente. Il mercato ha recuperato i volumi abituali nel periodo natalizio, confermando l'abitudine degli italiani a considerare il libro tra i regali preferiti.
|