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C'è la crisi economica, certo, ma cambiano anche gli stili di vita, che lasciano sempre meno spazio agli incontri conviviali fuori casa e, forse, dedicano troppo tempo al lavoro. Tutto questo si traduce in un numero sempre inferiore di italiani che escono a cena.
A denunciarlo è un'indagine della Fipe, realizzata su un campione di locali. Secondo l'indagine, nel primo quadrimestre di quest'anno l'andamento della ristorazione è "decisamente in calo". Per il 75% degli intervistati, infatti, il trend del fatturato del settore è negativo, per il 33% molto negativo (con una riduzione di oltre il 5%), per il 16% sui livelli dell'ultimo scorcio del 2004 e solo per l'8% positivo. Il quadro migliora solo leggermente passando dalla valutazione del mercato in generale a quello della propria azienda: in questo caso la percentuale dei ristoratori che lamenta un peggioramento degli affari è pari al 60%. Le cose sono andate meglio per il 13% e più o meno allo stesso modo per circa il 25%. La contrazione, tra l'altro, riguarda sia la spesa per singolo cliente che il numero assoluto di clienti. Il numero di coperti è calato per il 40% degli intervistati e per il 21% è fortemente diminuito. "E' un segnale -commenta il direttore generale della Fipe, Edi Sommariva- oltre che della difficoltà economica in cui versa il settore anche dei probabili cambiamenti degli stili di vita dei consumatori, che stanno andando sempre meno fuori casa". E, assicura, il problema non sono i prezzi: "gli aumenti sono stati sostenuti solo fino al 2004: con il 2005 si sono stabilizzati e questo studio è relativo proprio a quest'anno". L'ostacolo, allora, deve essere da un'altra parte: "si gioisce di meno -afferma Sommariva- viene meno la convivialità e questo è un peccato". Ad aggravare i conti dei ristoratori, aggiunge la ricerca, c'è anche l'aumento dei costi delle materie prime (nonostante il calo dei prezzi al consumo dei generi alimentari), lamentato dal 78% degli intervistati. Mentre i prezzi dei menu, per l'appunto, sono rimasti invariati per l'86% e sono addirittura diminuiti per il 5,4%. La fuga dalla cena fuori, tuttavia, potrebbe frenare nei prossimi mesi, complice anche la stagione estiva. In questo quadrimestre, infatti, la percentuale di coloro che registrano un giudizio negativo sul mercato scende al 45% e sale quella dei gestori che si aspettano un miglioramento (25%). Per di più il pessimismo si ridimensiona ulteriormente nella valutazione delle prospettive per il proprio locale: solo un imprenditore su tre, infatti, "vede nero".
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