L'estate difficile del turismo italiano PDF Stampa E-mail
giovedì 01 settembre 2005

L'estate 2005 si conclude con segnali inquietanti per il settore. Un'indagine svolta da Federalberghi nei giorni scorsi tra le proprie 126 Associazioni Albergatori disseminate sull'intero territorio nazionale e rientrante nell'ambito del programma CHECK TURISMO 2005 varato dall'Associazione per tenere sotto stretto controllo l'andamento del mercato turistico dei mesi estivi, ha destato viva preoccupazione tra gli addetti ai lavori.

Addirittura, per Bernabò Bocca, Presidente della Federalberghi-Confturismo, "i risultati sull'andamento dell'estate turistica assomigliano più ad un bollettino sanitario sullo stato di salute precario di un malato, che allo sviluppo del principale settore economico del Paese".

"Le indicazioni complessive -prosegue Bocca- ci dicono che gli italiani hanno fatto vacanza in un numero sicuramente maggiore rispetto alle previsioni (almeno il 50% contro il 48% previsionale), ma hanno avuto a disposizione una minor capacità di spesa, attorno agli 800 euro a persona rispetto agli 850 euro previsti".
Questo ha prodotto un minor numero di pernottamenti alberghieri (stimabile attorno ad un -3%), periodi di soggiorno continuativo più brevi (8/10 giorni rispetto ai 12 giorni previsti ad inizio estate), un taglio della quantità di servizi richiesti (meno pensioni complete, meno consumazioni al bar, meno extra a tavola), un calo del fatturato (stimabile almeno in 1 miliardo di euro) ed un incremento sensibile dei week end (fenomeno che in estate era sempre risultato abbastanza marginale rispetto al soggiorno standard).

"Per quanto riguarda invece l'estero -aggiunge il Presidente degli Albergatori italiani- la flessione che registriamo è completamente dovuta al crollo della clientela tedesca, che da sola rappresenta il 33% dei pernottamenti alberghieri degli stranieri in Italia".

Tale perdita è oscillata tra il 5% ed il 20% a seconda delle varie aree geografiche. Mentre segnali di ripresa si sono registrati per francesi, inglesi, belgi e l'intera area del Nord Europa.

Un altro fenomeno che ha peraltro appesantito la crisi estiva del turismo in Italia, è stata la "concorrenza" fatta registrare da affittacamere e strutture private adibite ad uso vacanziero, che hanno distorto in modo 'scorretto' il mercato.

Tra le tipologie turistiche, quelle che sembrano  aver sofferto meno sono state le città d'arte, con Roma in cima alla classifica, mentre le località sui laghi hanno visto una tenuta degli italiani ed una flessione sempre dei tedeschi.

Le località di montagna hanno sofferto la minor capacità di spesa degli italiani ed il calo dei tedeschi, compensato in parte da un maggior numero di turisti dal Nord Europa, mentre le località marine hanno dovuto in gran parte scontare anche le negative condizioni climatiche.

Per maggiori informazioni:
www.federalbeghi.it
www.confcommercio.it




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